irene pivetti e lele mora

Irene Pivetti, recentemente salita gli onori delle cronache per lo scandalo mascherine, parla a Live – Non è la d’Urso. La Pivetti avrebbe importato milioni di mascherine false dalla Cina e questo le è costato un’accusa per frode.

Irene Pivetti assicura che quando ha comprato le mascherine, sul sito c’era la certificazione cinese equiparabile al marchio CE, ma le indagini sono ancora in corso. La bomba, però, la sgancia Lele Mora, che racconta a Barbara d’Urso di brutte persone che si accompagnavano a Irene Pivetti. L’ex agente, sentito come testimone nell’indagine sulle mascherine, le individua come componenti di una nota organizzazione criminale romana.

L’appalto delle mascherine a Irene Pivetti

Gianluigi Nuzzi chiede come sia possibile che Irene Pivetti abbia questi appalti pubblici: “Queste mascherine sono state ritenute non affidabili. Come mai questi ex politici hanno la possibilità di avere grandi appalti con le istituzioni dello Stato? Penso a tutti gli imprenditori che hanno le mascherine bloccate alla dogana“.

L’avvocato dell’ex deputata, Mirko Palumbo, spiega: “Irene Pivetti ha speso la sua vita per avere rapporti con la Cina che la Protezione Civile da sola non poteva avere.

Ci sono state all’inizio della pandemia, quando le mascherine erano rare, dei pubblici annunci per ricercare persone capaci per approvvigionare le mascherine. Irene Pivetti aveva contatti giusti in Cina“.

Lele Mora minacciato

Lele Mora racconta di come si sia allontanato professionalmente da Irene Pivetti a causa delle frequentazioni dell’ex politica. “Irene andava spesso in Cina e aveva bellissimi rapporti. Su questo non ne discutiamo. Quando lei non c’era c’era un ingegnere che comandava, che riceveva gente terribile venuta a minacciarmi“, racconta l’imprenditore, “Andavano in giro con l’ex presidente della Camera.

Appartenevano probabilmente alla banda della Magliana, c’era anche gente di Napoli“.

A queste parole l’avvocato risponde subito con una minaccia di querela, ma Lele Mora conferma le sue parole. “Sono stato minacciato da questi signori. Lei è una signora per bene, forse troppo ingenua“, continua, interrogato giovedì nell’indagine sulla questione mascherine.

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