papa francesco

Si inserisce un nuovo tassello nella vicenda dell’immobile acquistato a Londra da un fondo gestito dalla segreteria di Stato Vaticana. 

Un presunto caso di corruzione

Le indagini sono partite dall’interno: è stato il Vaticano stesso ad aprire le ricerche per indagare su un presunto caso di corruzione, come aveva spiegato verso febbraio Papa Francesco. Cinque funzionari vaticani sono stati sospesi perché implicati nel caso.

Il contributo dalla Svizzera

Oggi, la notizia del contributo alle indagini da parte della Svizzera. Come da notizia diffusa da Adnkronos, il portavoce della Neue Zeurcher Zeitung ha comunicato che “con una nota diplomatica datata 30 aprile 2020, l’Ufficio federale ha inviato al Vaticano una prima parte dei documenti richiesti” riguardanti la compravendita di immobili.

La richiesta di contributo da parte dell’ufficio federale svizzero era stata fatta proprio dal Vaticano.

Lo scandalo era emerso a fine 2019 quando il Vaticano era venuto a conoscenza dell’acquisto di un immobile in Sloane Avenue 60 di appartamenti di lusso, acquistata dalla Athena Global Opportunities, fondo il cui unico investitore è la segreteria di Stato Vaticana.

Le dichiarazioni di Papa Francesco

Due mesi dopo era stato Papa Francesco, durante un volo, a parlare con la stampa ed a rispondere sul caso: Con l’immobile di Londra hanno fatto cose che non sembrano pulite.

Ma la denuncia non è venuta da fuori, è venuta da dentro il Vaticano”. Papa Francesco in quell’occasione aveva dichiarato di essere stato lui in prima persona ad autorizzare indagini, denunce e perquisizioni, una volta informato della quasi certa possibilità che ci fosse corruzione.

Gli ultimi aggiornamenti: il cambio di licenza

All’inizio di maggio è emerso che la segreteria di Stato ha presentato una nuova licenza edilizia per ristrutturare l’immobile che non concernesse più appartamenti di lusso bensì uffici, per poter negoziare un mutuo più favorevole con il comune di Londra.

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