cesareo intervento chirurgico

Al Regina Margherita, ospedale infantile di Torino, è stata compiuta una piccola, grande impresa medica che ha dato una possibilità di vita ad una bambina ancora dentro al grembo materno, che per gravi anomalie congenite sarebbe stata diversamente condannata a non sopravvivere al parto.

Affetta da rara anomalia congenita

Figlia di madre italiana e padre indiano, la piccola era risultata affetta da un’anomalia congenita rara chiamata ectopia cordis: la piccola non ha lo sterno ed il cuore si era dunque sviluppato fuori dal corpo: contemporaneamente, una parte del suo fegato era cresciuta al di fuori dalla parete addominale.

Non solo: i medici avevano visto che le si era sviluppata una massa nella cavità orale che non avrebbe permesso una corretta respirazione. Un normale parto, cesareo o naturale, non avrebbe permesso alla piccola di sopravvivere senza soffocare o essere lesionata in maniera irreversibile. 

La richiesta di soccorso al Regina Margherita

Le visite mediche nelle strutture ospedaliere in india, dove i due genitori si trovavano fino a poco tempo fa, non avevano portato nessun risultato: così la coppia ha deciso di chiedere una consulenza all’ospedale Regina Margherita, che ha elaborato una procedura per salvare la piccola.

La bambina è stata quindi estratta dal grembo materno con una cosiddetta “exit procedure”: tramite cesareo è stata estratta la sola testa della piccola, che rimanendo collegata tramite il cordone ombelicale, è rimasta ossigenata mentre i medici la intubavano. Una volta assicuratisi che la bambina potesse ricevere ossigeno artificialmente, l’hanno fatta nascere.

Subito dopo si è proceduto con la fase di protezione degli organi: cuore e fegato sono stati messi in sicurezza cucendo i lembi di pelle della zona toracica.

La piccola è ancora in prognosi riservata

La piccola è stata immediatamente portata in terapia intensiva e pochi giorni dopo la nascita è stata operata per una prima rimozione della cavità orale. Al momento la piccola si trova ancora in terapia intensiva e, nonostante si possa parlare di un iniziale e palese successo, è anche vero che la bimba si trova solo all’inizio di un lungo percorso: la prognosi rimane riservata data la complessità della situazione, anche se al momento si sta stabilizzando.

Un grande lavoro di team

Si tratta comunque di un grande risultato che, come chiarito dal comunicato stampa diffuso dalla Città della Salute di Torino, è stato possibile solo grazie a un grande lavoro di team tra diversi dipartimenti, come riporta il Commissario della Città della Salute, Giovanni La Valle: “Più di 40 persone tra medici ed infermieri di 3 diversi Dipartimenti del Regina Margherita e del Sant’Anna hanno lavorato in sinergia per offrire ad una neonata con una rarissima malformazione congenita la possibilità di nascere ed essere curata.

Questa è l’ennesima dimostrazione che la Città della Salute di Torino, grazie alla collaborazione multidisciplinare ed alle proprie competenze, si conferma tra le eccellenze della Sanità italiana”.