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La contesa tra Fedez e Codacons farà a breve il suo esordio in tribunale. L’associazione e il rapper si preparano a salire sul ring dopo che il rapper si è visto recapitare una notifica di denuncia. All’origine della vicenda, la tanto chiacchierata raccolta fondi promossa da Fedez e consorte durante l’emergenza Coronavirus. Un’azione di filantropia, come più volte ribadito dalla coppia, che ha però suscitato le polemiche del Codacons.

La notifica di denuncia: “Grazie Condacons

Fedez ha condiviso con i suoi follower lo sconcerto provocato dall’atto giudiziario recapitatogli. “Sempre bello ricevere queste onorificenze per aver cercato di dare una mano in un momento difficile”, commenta su  Instagram, pubblicando la fotografia del documento.

“Grazie Codacons, grazie Italia”, già a inizio maggio l’associazione per la tutela dei diritti dei consumatori aveva annunciato di aver depositato formale denuncia contro Fedez alla Procura di Roma: ora il rapper ne ha ricevuto la prova.

La raccolta fondi incriminata

Mentre gli animi si infervorano, ripercorriamo le tappe che hanno portato le due parti sul piede di guerra. A inizio marzo, quando le terapie intensive sono al collasso a causa dell’emergenza Coronavirus, Chiara Ferragni e Fedez decidono di sfruttare la loro visibilità per aiutare la sanità italiana.

La coppia promuove una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, al fine di aiutare economicamente il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Un successo immediato: nel complesso l’iniziativa raccoglie 4 milioni e mezzo di euro. Più avanti, in un video su Facebook Fedez affermerà che “è stata costruita una terapia intensiva da zero. E fin qui chapeau, nulla da ridire.

La reazione di Codacons

Accade però che Codacons tenti di bloccare l’operazione, contestando il meccanismo di preselezione della commissione facoltativa attivo su GoFundMe.

  In pratica, ogni persona che sceglie di partecipare alla raccolta fondi devolve inconsapevolmente il 10% alla piattaforma, a meno che non disattivi l’opzione preselezionata: un meccanismo ingannevole contro il quale l’associazione si mobilita rapidamente. La polemica si arroventa e, sebbene il rapper su Facebook dichiari che “non si tratta di una guerra tra me e il Codacons”, agli osservatori esterni pare, se non proprio una guerra, una vivace zuffa.

La parola ai giudici

A far degenerare la situazione, la tesi di Fedez secondo cui Codacons spacci sul proprio sito una campagna di raccolta fondi apparentemente contro il Coronavirus, ma in realtà mirata all’autofinanziamento.

La risposta di Codacons non si fa attendere: l’associazione querela il rapper per “diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati”.  Un lungo elenco di presunti misfatti sui quali questa volta non sarà il popolo di internet a pronunciarsi, ma il tribunale.

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