incidente sulla A1

Due giorni dopo il drammatico incidente stradale sull’A1, arrivano nuove indiscrezioni e dettagli sulla sua causa e le circostanze che lo riguardano. Nello schianto sono morte 4 persone, tra cui 2 bambini. Tutti e 4 sono imparentati con l’uomo che è stato arrestato per l’incidente stesso: lo stesso avrebbe confessato cosa lo avrebbe portato allo schianto contro un tir.

Morti i figli ed entrambi i genitori

Stando a quanto riportato dalle fonti locali, i test alcolemici sul trentenne responsabile del tragico schianto sull’A1 sarebbero tutti negativi: la causa dell’incidente quindi è altrove.

L’auto su cui stava viaggiando l’uomo di origini sinti assieme alla famiglia arrivava dalla Romania ed era diretta a Napoli, dove l’uomo e altri connazionali al seguito avrebbero dovuto lavorare come operai stagionali. Un viaggio interrotto però tra Arezzo e Monte San Savino, a Badia al Pino.

Lo schianto contro un tir sulla corsia di emergenza è costato la vita ad un bambino di 10 anni e alla sorella di appena 8 mesi, entrambi figli del trentenne rumeno. Assieme a loro, sono deceduti anche i genitori dell’uomo, di 52 e 48 anni secondo i dati riportati dal Corriere di Arezzo.

In viaggio da 30 ore dalla Romania

Le stesse fonti riferiscono che l’uomo avrebbe in qualche modo confessato quali sarebbero le ragioni del terribile schianto. L’uomo, viene riportato, sarebbe distrutto dall’accaduto e si sarebbe anche preso ripetutamente a sberle, in una forma di auto-punizione per l’accaduto. Le cause dell’incidente partirebbero da oltre 30 ore prima: la famiglia – in auto oltre ai 5 anche la moglie, il fratello 14enne e la gemella della piccola deceduta – sarebbe partita dalla Transilvania alla riapertura delle frontiere del 3 giugno.

Il viaggio, però, sarebbe stato lungo e continuo: 1.600 km secondo le fonti, con nessuna lunga sosta per riposare, se non un caffè a Chianti.

L’incidente sarebbe dovuto a un colpo di sonno

L’incidente sarebbe quindi stato causato da un colpo di sonno. Alcune fonti riportano che alla Polstrada lo stesso padre avrebbe detto: “Non riuscivo a tenere gli occhi aperti“. Quindi lo schianto al km 360, a oltre 120 km/h. Secondo le fonti, questa versione sarebbe ritenuta attendibile dagli inquirenti.

L’uomo ora è accusato di omicidio stradale plurimo ed è in attesa dell’interrogatorio ufficiale di domani, lunedì 8 giugno. Tra i sopravvissuti allo schianto, la moglie sarebbe stata dimessa e si sarebbe ricongiunta con la gemellina sopravvissuta e il fratello del trentenne arrestato.

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