negozio di parrucchiere

A fine maggio l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha reso operativo il taglio delle bollette per le piccole e medie imprese previsto dal Decreto Rilancio. Si tratta di una riduzione di 600 milioni di euro per le bollette dell’elettricità delle utenze non domestiche connesse in bassa tensione, proposta come una delle misure di contrasto all’emergenza economica post coronavirus.

Selectra, società di intermediazione tra consumatori e aziende, ha fatto i conti in tasca alla aziende per scoprire a quanto potrebbe ammontare il risparmio effettivo.

Sconti per 3,7 milioni di clienti

Gli sconti in bolletta sono validi per i mesi di maggio, giugno e luglio, e riguardano solo le componenti fisse delle tariffe, come quelle legate a trasporto, distribuzione, misura e oneri generali.

Non riguardando quindi i consumi veri e propri, i benefici potranno ricadere sia sulle imprese che sono costrette a rimanere chiuse in questi mesi, sia su quelle che possono continuare la propria attività, magari con una riduzione delle entrate. Questa agevolazione sarà applicata automaticamente in bolletta e potrebbe andare a vantaggio di circa 3,7 milioni di clienti non domestici.

Quanto risparmieranno le imprese

Il risparmio effettivo dipende dalla potenza impegnata: secondo Selectra, nel caso di un piccolo studio privato con una potenza impegnata di 3 kW il taglio trimestrale in bolletta sarà pari a 13 euro, a fronte di costi fissi che per questo tipo di utenza ammontano a circa 87 euro, imposte escluse.

Con una potenza tra 4 e 6 kW, corrispondenti per esempio ad un piccolo negozio o ad un’attività di parrucchiere, lo sconto potrà arrivare a 61 euro nei tre mesi, per un taglio di circa il 44% sui costi fissi della bolletta.

Nel meccanismo previsto dal decreto, al crescere della potenza impegnata cresce anche il risparmio finale. Per un laboratorio o un’autofficina con un contatore da 10 kW, il taglio in bolletta sarà di 125 euro per tre mesi, pari ad uno sconto di circa il 61% sui costi fissi. Nel caso di un laboratorio artigianale o di una piccola falegnameria con un contatore da 15 kW, il risparmio lieviterebbe invece al 78% sui costi fissi, per un totale di circa 205 euro.

Le misure a sostegno della ripresa

Questi sconti potrebbero dare una mano a tutte le attività piccole e medie andate in difficoltà per via della crisi. Stefano Besseghini, presidente dell’Arera, sottolinea in maniera positiva il provvedimento, ma anche le eventuali criticità.

La rapidità è parte integrante dell’efficacia, se si tratta di mettere a disposizione delle imprese misure a sostegno della ripresa dell’attività – ha dichiarato in un comunicato stampa – L’energia elettrica non è, tuttavia, l’unica voce di costo impattante sulle attività industriali”.