massimo carminati

Di ieri la notizia della scarcerazione di Massimo Carminati, uno dei volti chiave dell’inchiesta rinominata Mondo di Mezzo. Prima, però, la si era chiamata Mafia Capitale, un vero e proprio terremoto che ha colpito la città di Roma, numerosi funzionari della pubblica amministrazione e aziende collegate a Salvatore Buzzi e, appunto, Massimo Carminati. “Il Nero” adesso potrà lasciare il carcere, ma non sarà comunque un uomo libero.

Scaduti i termini della custodia cautelare

Massimo Carminati, una delle figure chiave nella cronaca nera italiana, è un nome in grado di toccare corde molto dolenti per il Paese.

Legato ai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) e in seguito alla Banda della Magliana, ha sostenuto numerosi processi e condanne, fino all’arresto del 2 dicembre 2014 nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale. Da allora era detenuto nel carcere di Oristano in custodia cautelare: in passato aveva tentato di fuggire ad altri arresti, come quello del 1981, quando militava nei Nar e tentò di scappare in Francia. In quell’occasione, perse l’uso dell’occhio sinistro.

Tuttavia, nel sistema giudiziario e penitenziario italiano c’è un periodo massimo nel quale si può trattenere un uomo in custodia cautelare.

Carminati sta aspettando il ricalcolo della pena a seguito della decisione della Cassazione, che ha derubricato il reato di associazione mafiosa dalle accuse, lasciando la “semplice” associazione a delinquere.

Disposto l’obbligo di dimora

Da qui la scarcerazione di Massimo Carminati, che è ora libero di uscire dal carcere dopo 5 anni e 7 mesi di custodia cautelare. Tuttavia, in attesa del processo d’appello bis, “il Nero” non sarà comunque un uomo libero, contrariamente a quanto si era inizialmente appreso. Come si apprende da numerose fonti, la Procura generale della Corte d’Appello ha disposto l’obbligo di dimora.

Carminati quindi potrà stare solo nel comune di Sacrofano, vicino a Roma. Disposto di conseguenza anche il divieto di espatrio, considerazione fatta anche a seguito del suo passato.

Contestato il Ministro Bonafede

La vicenda di Mondo di Mezzo non è ancora finita: restano infatti accuse e pene da definire, ma la scarcerazione di una figura come quella di Carminati ha creato altre rumorose polemiche contro il Ministero della Giustizia e contro Bonafede; già nel mese scorso, ha dovuto fronteggiare una duplice mozione di sfiducia.

Matteo Salvini, per esempio, è stato tra i più duri: “Mentre le donne e gli uomini in divisa arrestano, il ministro della Giustizia dorme e gente come Massimo Carminati esce dal carcere” ha detto.

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