massimo carminati

Massimo Carminati, l’uomo-simbolo dell’inchiesta Mafia Capitale -poi ribattezzata Mondo di mezzo– oggi esce dal carcere.

Carminati è stato fino ad oggi detenuto da 5 anni e 7 mesi al carcere di Oristano. Dal momento della scarcerazione sarà, di fatto, un uomo libero: il Tribunale non ha infatti disposto né obbligo di firma né obbligo di dimora.

Arrestato nel 2014 per “Mafia Capitale”

Carminati, l’ex terrorista nero, finì su tutte le prime pagine nel dicembre 2014 quando fu arrestato insieme ad altre 36 persone. Le accuse a suo carico erano numerose: associazione a delinquere di stampo mafioso, corruzione, turbativa d’asta, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, false fatturazioni.

Non riconosciuto il “metodo mafioso”

L’inchiesta che aveva portato al suo arresto si chiamava in un primo momento Mafia Capitale: ha cambiato definitivamente nome nel 2019, quando la Cassazione ha confermato di non riconoscere (come aveva fatto il primo grado) la sussistenza di “metodo mafioso”.

Scaduti i termini di custodia cautelare

Carminati era stato condannato in primo grado a 20 anni di reclusione, pena ridotta a 18 anni e 4 mesi in appello. Il motivo per cui può uscire adesso, dopo soli 5 anni e 7 mesi, è la scadenza dei termini di custodia cautelare.

L’istanza presentata dai legali è stata infatti accolta dal Tribunale della Libertà.

Il legale: “Siamo soddisfatti”

L’avvocato Caplanica, che assiste Carminati, ha così commentato la notizia con Adnkronos: “Siamo soddisfatti che la questione tecnica che avevamo posto alla Corte d’Appello e che tutela un principio di civiltà sia stata correttamente valutata dal Tribunale della libertà”. È Repubblica a riportare ulteriori parole del legale su una spiegazione più tecnica: “A fine marzo aveva già scontato il tetto massimo dei due terzi del reato più grave che gli è stato contestato: una corruzione”.

Approfondisci:

Mondo di Mezzo, revocato il 41bis all’ex Nar Massimo Carminati

Mondo di Mezzo: per la Cassazione non è mafia