Il campione Alex Zanardi in primo piano

Continuano ad essere monitorate attentamente le condizioni di Alex Zanardi, che sarebbero gravi ma stabili, dopo l’incidente del 19 giugno durante una staffetta in handbike. La Procura di Siena ha aperto un’indagine, per chiarire se si trattasse di una pedalata tra amici, come dichiarato dall’organizzazione di Obiettivo Tricolore, o se ci sia stata una partecipazione più vasta.

Rimangono i dubbi sulla sicurezza durante gara, a cui avrebbero partecipato circa 30 ciclisti, rimasti poi in 6 o 7 al momento dell’incidente. Gli inquirenti stanno passando al setaccio i filmati per capire le dinamiche dell’incidente.

Il racconto del camionista

Il conducente del camion, 44 anni, coinvolto nell’incidente che ha causato gravi ferite ad Alex Zanardi ha parlato in un’intervista a La Repubblica. L’uomo, 3 figli, fa il conducente di mezzi pesanti da quando aveva 20 anni. Negativo ai test per droga e alcol, è ora indagato per lesioni gravi o gravissime da incidenti stradali.

L’uomo ha raccontato di essere distrutto dall’incidente e che il campione paraolimpico avrebbe invaso la sua corsia. Una ricostruzione che sarebbe in linea con quanto ipotizzato dalle forze dell’ordine al lavoro per chiarire le dinamiche dell’incidente.

Alex Zanardi avrebbe perso il controllo dell’handbike, alla curva della Sassaia, tra Pienza e San Quirico d’Orcia sulla statale 146.

Il tentativo di evitarlo

L’uomo racconta quegli attimi fatali: “La salita, il camion che arranca, cambio marcia, la curva a sinistra, la macchina della municipale che mi viene incontro, il gruppo di ciclisti, Zanardi che sbanda… E io che sterzo a destra provando ad evitarlo. Ma era impossibile, non c’era spazio“.

L’uomo dichiara di averlo visto perdere il controllo del mezzo, “Prima ha invaso un po’ la mia corsia, poi è caduto a terra sbattendo la spalla sinistra.

È stato un secondo, le ruote della sua handbike erano per aria“. Il tentativo di evitarlo, poi il timore che fosse finito sotto le ruote. Il camionista racconta che non stava superando i 30 km all’ora, con il camion a pieno carico: “Stavo trasportando cereali al Consorzio Agrario di Sinalunga, e la strada, nella mia direzione, era leggermente in salita“.

Il desiderio di parlare con la moglie e il figlio di Zanardi

Il 44enne continua raccontando di non essersi reso conto che si trattasse di Alex Zanardi, “ero troppo sconvolto“.

È sceso immediatamente dal camion e intorno al campione c’erano già chi lo soccorreva: “Ero ammutolito. Sono riuscito solo a comporre il numero di mia moglie. Proprio Zanardi… Una grandissima persona, lo ammiro per il suo coraggio, per tutto quello che ha saputo fare nella vita“.

L’uomo racconta che non ci sono state segnalazioni specifiche prima di raggiungere i ciclisti. Ha visto un’auto parcheggiata della provinciale, ma nessun segno che si stesse svolgendo la gara. “Sono distrutto dal dolore, ma non posso neanche immaginare cosa stanno provando in queste ore la moglie e il figlio di Alex.

Mi dispiace tantissimo. Appena avrò modo, voglio parlare con loro. Lo farò“, conclude.

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