scienziati fanno ricerca sul coronavirus

Continua il monitoraggio della pandemia di coronavirus in Italia, con dati che sembrano incoraggianti. Confermato il trend positivo degli ultimi giorni e alcuni scienziati si spingono ad affermare che il coronavirus sia meno aggressivo in questa fase. Alcuni epidemiologi però sostengono che l’emergenza non sia finita e invitano a mantenere alta l’attenzione.

Coronavirus in Italia: i dati di oggi

Come mostrato dal consueto bollettino della Protezione Civile, i dimessi e guariti superano i 185mila. Il 24 giugno il totale delle persone in Italia che hanno contratto il virus è di 239.410, di cui 190 nuovi casi oggi.

Ci sono al momento 18.655 positivi (-918 rispetto a ieri), di cui 107 in Terapia Intensiva (-8) e 1.610 pazienti ricoverati (-243).

Il 91% dei positivi, 16.938 persone, sono in isolamento con pochi sintomi o sintomi lievi. I deceduti per coronavirus sono 30 oggi e 34.644 dall’inizio della pandemia. Aumentano i guariti e dimessi arrivando a 186.111, di cui 1.526 in più rispetto a ieri.

I virologi rassicurano sul coronavirus

Sono 10 gli scienziati tra i più noti in Italia a sostenere nel documento Sars-CoV-2 in Italia oggi e Covid-19, che il coronavirus presenti al momento sindromi meno gravi.

Tra questi Alberto Zangrillo, Giuseppe Remuzzi, Matteo Bassetti, Luciano Gattinoni, Arnaldo Caruso, Massimo Clementi, Luca Lorini, Donato Greco, Giorgio Palù e Roberto Rigoli.

Basandosi su “un costante aumento di casi con bassa o molto bassa carica virale“, gli esperti ritengono che la trasmissione del coronavirus sia diventata rara. La “marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomi“, continua il documento, fa prevedere che il virus sia diventato più debole.

È scontro nella comunità scientifica

Non tutti sono d’accordo con questa lettura dei dati.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, è tra coloro che invita alla cautela in merito al pericolo che ancora oggi rappresenta il coronavirus. Allarmato anche Massimo Galli, responsabile di Infettivologia dell’ospedale Sacco di Milano, che a Cartabianca ha dichiarato: “Bisogna distinguere tra la coda di una epidemia e la continua volontà di ripetere che il virus è diventato buono. Questa è una grossolana sciocchezza“.

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