barbara alberti al grande fratello

Barbara Alberti, scrittrice, sceneggiatrice, giornalista, personaggio televisivo… ha fatto un bilancio della sua vita e delle sue esperienze in una lunga intervista al Corriere della Sera. Tra gli amori del passato, la sua vita da scrittrice, il rapporto con il figlio e tanto altro, Barbara Alberti ha anche svelato il motivo che l’ha spinta a partecipare al Grande Fratello Vip.

Barbara Alberti al GF Vip

La scrittrice non è scesa nei dettagli, ma da quel poco che ha rivelato, ha scelto di partecipare all’ultima edizione del Grande Fratello Vip oltre che per il compenso, perché reduce da un’aggressione.

“In tv mi sono divertita in modo indecente” ha raccontato “Reduce da un’aggressione, ero sotto shock. Sono andata lì imbottita di Lexotan. In una notte ho scordato tutto”.

Oltre queste poche parole Barbara Alberti non ha voluto condividere di più, si è però concentrata su altro, come sull’inquilina con la quale si è trovata meglio, Rita Rusic: “Con lei nella casa c’era famiglia” ha detto. Non solo la Rusic, la scrittrice si è trovata molto bene anche con la vincitrice dell’ultima edizione, Paola di Benedetto.

Scherzando l’Alberti ha detto di non conoscere il mondo degli influenze e degli smartphone: “Il mio mondo è antico, ho il Nokia”.

Gli anni di povertà

Tra le tante difficoltà affrontate nella vita da Barbara Alberti, ci sono quelle economiche. Anche su questo tema, scherzando, la scrittrice ha spiegato che la scelta di partecipare al Grande Fratello Vip è legata anche a motivi economici.

Ho un rapporto disastroso con i soldi”, ha raccontato spiegando che in passato ha attraversato momenti di povertà assoluta “Vengo dalla retorica del ’68.

Per non essere come i nostri genitori borghesi, non abbiamo mai fatto i conti. Ci staccavano la luce e ridevamo. Un Natale mangiammo i fagioli della tombola, non c’era altro (….). Devo tutto a un droghiere di via Anapo, Virgilio Virgili, che ci ha sempre sfamati”.

La vita di Barbara Alberti

Tra l’amore per Vittorio Sgarbi, sul quale Barbara Alberti ha detto: “È stato la mia musa”, il matrimonio con Amedeo Pagani e per le donne, la scrittrice ha proseguito il suo racconto ricordando anche la sua infanzia particolare che lei ha definito schizofrenica, riassumendola così: “A 6 anni vidi che la penna scriveva.

Avevo trovato la via di uscita. La nonna materna ad Assisi ci menava con il rosario, per lei tutto era peccato: la risata, l’altalena, l’orlo delle mutandine. I nonni toscani, anarchici, vivevano di opere liriche”.

Una voce fuori dal coro in una società che, a detta della scrittrice, è succube dell’ego sfrenato, che si concentra su se stessa e che vive sotto il dominio del consenso, dei social.