auto dei carabinieri in città con un carabiniere di fianco

Un altro caso di violenza e tortura all’interno di una caserma dei carabinieri è emerso da poche ore: a Piacenza sono stati arrestati 6 carabinieri di una “caserma degli orrori” dove arrestati come immigrati, spacciatori ma anche normali cittadini subivano violenza e costrizioni, allo scopo di estorsioni ed appropriazioni di droga da parte dei carabinieri.

Piacenza: persone pestate e arrestate illegalmente

Le indagini sono partite dalla segnalazione di un ufficiale dei carabinieri, che ha permesso di far lue su un contesto di violenze brutali e reati compiuti nella caserma Levante di Piacenza.

Dal 2017 a quanto pare alcuni carabinieri della caserma pestavano, torturavano ed arrestavano illegalmente individui le cui colpe ed i cui reati, se presenti, diventavano a quel punto il minore dei problemi.

Prove false costruite ad hoc

Molti spacciatori sono stati pestati allo scopo di appropriarsi della droga in loro possesso: a volte sono state costruite ad hoc prove false per incriminare persone prive di determinate colpe, in cui caso addirittura un normale cittadino che sarebbe stato arrestato e pestato.

Certificazioni per chi doveva spacciare durante il coronavirus

L’inchiesta, guidata dal neo procuratore Grazia Pradella, ha scoperto anche che ci sarebbero state delle certificazioni fatte ad hoc dai carabinieri, e date a degli spacciatori, al fine di poter viaggiare e spacciare droga fuori Piacenza (operazione che avrebbe poi consentito ai carabinieri coinvolti un ovvio ritorno economico).

 

Sono stati arrestati in tutto 6 carabinieri e 12 persone, e la caserma è stata sequestrata. Alcuni degli individui coinvolti sono in carcere, al momento, mentre altri sono agli arresti domiciliari.

Il comandante provinciale: “Un colpo al cuore”

Per ora è pervenuta solo la dichiarazione ufficiale del comandante provinciale dei carabinieri Massimo Sava, che ha rilasciato la sua dichiarazione a Libertà, giornale piacentino: “Per noi è un colpo al cuore – ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Savo.

Da parte nostra c’è totale disponibilità a collaborare per fare piena luce sui fatti”.