carabinieri coppia spalle

Mario Orlando, maresciallo della caserma di Piacenza, pare fosse al corrente di tutto: tale ipotesi deriva dalle dichiarazioni rilasciate dagli altri indagati della caserma degli orrori, che parlano del ruolo che il maresciallo avrebbe avuto e che viene confermato anche da una testimonianza di una trans di Piacenza, definitasi parte lesa nel caso.

Il maresciallo, dal canto suo, ha rilasciato le prime -ed ermetiche- dichiarazioni pubbliche.

Orlando, nessun commento sulle accuse

Il Maresciallo Orlando non ha intenzione di parlare delle accuse a lui riferite. Incrociato dai giornalisti, subito dopo l’interrogatorio con le autorità, a chi gli chiede come si sente risponde.

“Non mi sento di dire nulla, potete immaginare umanamente come ci senta. Dopo 30 anni di onorata carriera secondo voi come si può stare? Non ho mai avuto una sanzione disciplinare in 30 anni, le mie note caratteristiche sono eccellenti quindi sapete come posso stare”.

Le parole dell’avvocato

Il suo avvocato, Antonio Nicoli, per ora non si sbilancia: “In questa fase abbiamo preferito non rispondere, valuteremo se essere sentiti più avanti”.

Resta il fatto che i suoi colleghi lo abbiano descritto come attivo e consapevole di cosa accadeva, nonché come una delle persone che conoscevano le modalità con cui venivano effettuati gli arresti.

La trans: “Orlando pagava le prestazioni sessuali”

La testimonianza di Francesca, la trans, lo inchioderebbe se venisse confermata: “Diceva che dovevamo dargli lavoro, dovevamo collaborare con lui se volevamo vivere sereni a Piacenza”. Non che Orlando fosse il solo a minacciare le donne.Quando venivano a casa di Nikita facevamo i festini. Orlando pagava le prestazioni sessuali con la cocaina. Un altro carabiniere piccolino è venuto a casa mia con il mio fascicolo in mano e mi ha chiesto sesso gratis”.

In una circostanza la trans sarebbe anche stata presa e portata in caserma, per poi essere detenuta. Davanti alle sue proteste, i carabinieri avrebbero deciso di picchiarla.