L'esplosione a Beirut, in Libano

Per ora si parla di 135 morti e 5mila feriti, ma è un bilancio destinato a peggiorare. L’esplosione di Beirut è stato un disastro di proporzioni mastodontiche ed ora le attenzioni di esperti ed autorità sono concentrate sul comprendere cosa possa aver causato un’incendio ed uno scoppio di tali proporzioni.

Beirut, possibile atto doloso

Non si scarta l’ipotesi di un atto doloso a Beirut dove, a quanto pare, le sostanze esplosive sostavano nel magazzino da parecchio tempo senza che nessuno facesse nulla. Fonti riportano che sono infatti spuntate carte che confermano che i responsabili portuali avevano più volte avvisato le autorità, palesando il rischio che comportava avere materiale così pericoloso tutto insieme, in un luogo tanto delicato.

Nitrato d’ammonio: come era arrivato a Beirut

Il carico di nitrato d’ammonio era arrivato a Beirut a bordo di una nave, la Rhosus: era partita dalla Georgia e sarebbe dovuta arrivare in Mozambico ma, quando l’armatore si era reso conto di non poter pagare il passaggio al canale di Suez, aveva deciso di fermarsi a Beirut. La nave era poi stata sequestrata dalle autorità perché non erano state pagate le tasse aeroportuali e così il suo carico che, in un successivo momento, su pressioni e richieste da parte di alcuni componenti dell’equipaggio e dei responsabili portuali, era stato trasferito nel magazzino.

Salim Aoun, parlamentare libanese, ha condiviso su Twitter alcune copie di lettere che i responsabili del porto di Beirut avevano inviato all’autorità, spiegando quanto fosse pericoloso tenere il carico in un magazzino in porto al centro della città.

L’esplosione: forse generata da armi e missili

C’è chi, d’altronde, non pensa che ciò che ha causato l’esplosione fosse veramente nitrato d’ammonio: Danilo Coppe, geominerario esplosivista e luminare degli esplosivi in Italia, pensa che si trattasse di armi.

Lo ha spiegato in un’intervista a Il Corriere della Sera: “Il nitrato di ammonio, quando detona, genera una inequivocabile nuvola gialla. Invece dai video dell’esplosione, oltre alla sfera bianca che si vede allargarsi, che è condensa dell’aria in riva al mare, si vede chiaramente una colonna arancione mattone tendente al rosso vivo, tipica della partecipazione di litio. Che sotto forma di litio-metallo è il propellente per i missili militari.

Penso che lì ci fossero degli armamenti”. É bastato vedere il video dell’esplosione, a Coppe, per dubitare della versione del nitrato d’ammonio: “Io penso ci sia stata una prima esplosione di buona entità, che può aver dato il via a un incendio dove erano stoccate delle munizioni, che poi si sarebbe allargato fino a dove c’era un qualche esplosivo ad alto potenziale, contenuto dentro razzi o missili”.

A Beirut rischio nube tossica

Oltre ai morti ed ai feriti, a Beirut si sta presentando anche l’enorme problema delle persone rimaste senza casa: sono 300mila gli evacuati ed ancora moltissimi sono rimasti sotto le macerie.

 In molti, oltretutto, potrebbero dover evacuare dalla città per il rischio che le polveri sollevate formino una nube tossica che si spande sulla città.

Approfondisci:

Libano, esplosione a Beirut: coinvolti anche dei militari italiani

Libano, tremenda esplosione nel porto di Beirut: i video

Beirut, militare pugliese ferito nell’esplosione: le sue condizioni