conte primo piano

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e 6 ministri sono stati raggiunti da avvisi di garanzia con accuse di gravissimo calibro, dall’omicidio colposo all’attentato contro la Costituzione.

Le accuse: da epidemia colposa e delitti contro la salute

Pare, infatti, che diversi soggetti non meglio identificati abbiano presentato denunce contro Giuseppe Conte e contro i ministri Bonafede, Di Maio, Speranza, Gualtieri, GUerini e Lamorgese. Le accuse a loro carico? 

Epidemia, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro i diritti politici, attentato contro la costituzione, epidemia colposo e delitti contro la salute.

Nel momento in cui le denunce sono partite, i Pm di Roma hanno fatto inviare gli avvisi di garanzia, pur dichiarando che si tratta di atti dovuti.

 

La replica di Palazzo Chigi

Palazzo Chigi, in una nota, fa presente che la Procura di Roma intende chiederne archiviazione: “La trasmissione da parte della Procura al Collegio in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto. Nel caso specifico tale trasmissione è stata accompagnata da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura ‘ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”.

Conte e Ministri disponibili a collaborare

Piena collaborazione, d’altro canto, da parte della presidenza del Consiglio, consedireta che gli interessati “si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”.

Accuse sulla gestione dell’epidemia di Covid-19

Come si può facilmente intuire, tutte le denunce fatte a carico degli interessati sono dirette alla gestione dell’epidemia durante gli ultimi mesi. 

La Presidenza del Consiglio dei Ministri sta mantenendo un atteggiamento estremamente prudente nei confronti del rischio sanitario, monitorando i dati dei contagi e prendendo decisioni sulla base dell’andamento sul fronte epidemico, non ignorando gli aumenti che si sono verificati nell’ultimo periodo.

Proroga delle misure anti-Covid fino al 7 settembre

La recente nota del 7 agosto della presidenza del Consiglio ha ribadito la volontà di prorogare le misure precauzionali minime (l’uso della mascherina nei luoghi pubblici ed il distanziamento sociale in primis) fino al 7 settembre 2020, al fine di scongiurare i pericoli che una seconda ondata di contagi potrebbe portare, sia dal punto di vista strettamente sanitario che da un punto di vista economico.