Martina Nasoni foto

Martina Nasoni sta di nuovo male: la “ragazza con il cuore di latta” ha di nuovo bisogno di un’operazione chirurgica, dopo quella che ha subito a 12 anni.

Necessita di una nuova operazione dopo anni

A spiegarlo è lei stessa al settimanale Di Più: dovrò subire un’operazione molto delicata al cuore, probabilmente per la patologia di cui soffre: cardiomiopatia ipertrofica. Con ogni probabilità il problema da affrontare è la batteria del pacemaker che la tiene in vita e che va cambiata ogni 7 anni.

La sua cardiomiopatia prevede infatti  che il tessuto del cuore si ispessisca oltre il necessario, mentre i ventricoli non si dilatano.

Il pacemaker permette dunque il battito del cuore. 

Martina Nasoni: nuova operazione

Martina Nasoni ha raccontato senza timori di non essere del tutto serena, riguardo a questa seconda operazione: “Sono in ansia, non lo posso nascondere. Ma quando avevo dodici anni e mi impiantarono il pacemaker fui brava, non voglio fare i capricci o lamentarmi ora che sono grande. Anche per questo chiederò di affrontare l’operazione in anestesia totale. Ma mancano ancora un po’ di mesi, non ci voglio pensare”.

Qual è la malattia di Martina Nasoni

Qualche tempo fa, ai microfoni di Youmovies, era stato il cardiochirurgo Francesco Miceli a spiegare cosa comporta soffrire di questa malattia: “Le complicanze possono essere dolore, affanno, aritmia e svenimenti. La diagnosi si fa facendo l’ecocardiogramma soprattutto oppure si può fare un altro esame che si chiama risonanza cardiaca. Questa è una malattia che in pratica fa diventare più spesso il muscolo del cuore”.

Cardiomiopatia ipertrofica: cosa significa

Il cardiochirurgo, in quel frangente, aveva anche spiegato che non era facile capire se una patologia del genere sarebbe potuta sfociare nella necessità di un trapianto: “Dipende dai casi, ci sono ben 14 tipi di cardiomiopatie.

Si arriva al trapianto soprattutto in quelle dilatative, cioè quando il cuore si dilata verso l’esterno. Caso diverso è quello delle cardiopatie restrittive, cioè quando si vanno quasi a chiudere le cavità del cuore”.