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Un anno fa, a Piacenza, la giovane Elisa Pomarelli veniva uccisa da Massimo Sebastiani, suo amico e confidente.

Lei provava per lui affetto ed amicizia: lui era convinto che, prima o poi, lei sarebbe stata la sua fidanzata. Davanti all’ultimo, netto rifiuto di lei, lui aveva perso la testa e l’aveva uccisa. Massimo Sebastiani, ora in carcere, è l’ennesimo uomo che non si è rassegnato al rifiuto di una donna ed ha deciso che lei doveva essere sua o di nessun altro.

Visti per l’ultima volta a pranzo insieme

Il 25 agosto 2019 Massimo Sebastiani ed Elisa sono stati a pranzo insieme.

L’ultima persona a vedere Elisa viva, infatti, è un ristoratore: parla di un pranzo tranquillo, di due persone serene. Quando l’uomo ha salutato Massimo, lui ha detto. “Andiamo a fare la casetta dei bambini”. Massimo era infatti più che convinto che un giorno lui ed Elisa sarebbero stati una coppia, e poco importa se lei gli aveva spiegato che non solo non era attratta da lui, ma che non era attratta da nessun uomo. Elisa aveva preferenze di genere diverse, e quel giorno, davanti all’ennesimo tentativo di lui, lei si era opposta in modo più serio del solito.

L’omicidio: lui ha perso il controllo

Lui, a quel punto, aveva perso il controllo e le aveva messo le mani al collo. Sarà proprio Sebastiani a raccontarlo durante la sua confessione: “Elisa mi aveva detto che non c’era più bisogno di vedersi spesso. Era molto seria. Per un attimo ho visto tutto buio… L’ho afferrata con entrambe le mani per il collo …. È caduta a terra e ho capito che era morta”.

Poi era arrivato il pentimento, ed il tentativo estremo di nascondere ciò che aveva fatto: aveva dormito la notte di fianco al cadavere di Elisa, per giorni: aveva inviato messaggi al suo cellulare dopo la morte, come a voler depistare le indagini che, nel frattempo, erano partite.

Sebastiani si nascose a casa di un amico

Per giorni Sebastiani non si era fatto trovare: sapeva di essere l’ultima persona ad essere stata vista con Elisa. Si era nascosto in una casa di proprietà di un amico, Silvio Perazzi, senza che quest’ultimo sapesse niente: a lui ha anche lasciato una lettera in cui raccontava quello che era successo.

Sono bastati pochi interrogatori per far crollare Sebastiani: la confessione è arrivata dopo poche ore.

Il processo

Il 4 agosto scorso, a quasi un anno di distanza dal delitto, i giudici hanno dato parere positivo alla richiesta di rito abbreviato di Sebastiani. L’uomo sarà giudicato dopo l’esito di una perizia psichiatrica finalizzata a comprendere il grado di lucidità e di possibile infermità mentale dell’uomo.

La famiglia di Elisa, intanto, ha appena celebrato i funerali di Elisa, a quasi un anno di distanza dalla sua uccisione.

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