Roma indaga per omicidio sulla morte di Mario Paciolla, il cooperante Onu ritrovato morto impiccato in Colombia. Analogie con i casi di Mario Biondo e di Giulio Regeni

Si infittisce il mistero sulla morte di Mario Paciolla, il cooperante italiano dell’Onu ritrovato morto lo scorso 15 luglio in Colombia. Una prima ipotesi di suicidio sulla quale però aleggiano diversi punti oscuri. Ora la Procura di Roma indaga per omicidio. Pare infatti che il 33enne fosse già deceduto prima dell’impiccagione. Un caso che ricorda da vicino la morte misteriosa di Mario Biondo nel 2013. Ma anche quello ancor più tristemente celebre di Giulio Regeni.

Mario Paciolla: suicidio o omicidio?

Aveva solo 33 anni Mario Paciolla, cooperante Onu di Napoli, quando lo scorso 15 luglio è stato ritrovato impiccato a San Vicente de Caguàn, Colombia.

La tesi del suicidio non ha convinto gli inquirenti della capitale, che ora hanno cambiato il titolo del fascicolo sulla sua morte da istigazione al suicidio a omicidio. Questo cambiamento è dovuto all’esito dell’autopsia, effettuata in Colombia dal dottor Vittorio Fineschi. Secondo il medico, il 33enne era già deceduto quando qualcuno gli avrebbe messo la corda intorno al collo, inscenando così un suicidio inesistente. Mario Paciolla, prima di morire, stava lavorando a un progetto di pacificazione tra il governo colombiano e la Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia).

Il progetto prevedeva anche la riqualificazione di alcune zone spesso utilizzate dai narcos per i loro traffici illeciti.

La sparizione degli effetti personali del cooperante Onu

I carabinieri del Ros, delegati dalla Procura romana, indagano sulla drammatica vicenda, ancora avvolta dal mistero. Partecipano alle indagini anche investigatori locali. Tutto suggerirebbe infatti che qualcuno abbia ucciso il cooperante italiano e poi tentato di nascondere il delitto, facendolo passare per un gesto volontario del giovane. Intanto, 4 poliziotti locali sono indagati in Colombia per intralcio alla giustizia, poiché subito dopo il ritrovamento, avrebbero concesso il permesso ad un’unità dell’Onu di alterare la scena del crimine.

L’unità avrebbe infatti prelevato dall’appartamento di Paciolla i suoi effetti personali.

Analogie con la morte di Mario Biondo

A denunciare la sparizione dei suoi effetti personali e una rapida pulizia non autorizzata dell’appartamento è stata la giornalista Claudia Julieta Duque, amica del cooperante italiano. Il caso ricorda per certi versi quello di Mario Biondo, cameraman siciliano trovato morto nel 2013 a Madrid. La polizia spagnola ha sempre sostenuto la tesi del suicidio, ma alcuni elementi suggeriscono un’altra ipotesi.

La famiglia di Biondo, a distanza di 7 anni dalla morte del cameraman, continua a lottare per la verità e la giustizia, convinta che Mario sia stato ucciso da qualcuno. Portava segni di strangolamento e il comportamento ambiguo della moglie spagnola di Mario (colei che ha ritrovato il suo corpo impiccato) non li ha mai convinti.