mascherine anti coronavirus

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante mascherine e pochi volti, avrebbe scritto Pirandello se quell’Uno, nessuno e centomila potesse essere riadattato ai mala tempora che corrono.

E nei mala tempora, l’emergenza sanitaria per il Coronavirus continua a predominare, a scandire il tempo cadenzando vita ed abitudini. La pandemia ha riscritto la nostra quotidianità, i costumi, il vocabolario. Ciò che prima era osservabile solo negli ospedali, solo in casi di estrema necessità come l’uso di una mascherina sul viso, oggi è uso comune di fondamentale importanza.

Se nemmeno più del saluto col gomito ci si può fidare, ritenuto in tempi recenti dall’OMS come potenzialmente non meno pericoloso di una stretta di mano, oltre al distanziamento sociale proprio la mascherina è uno dei pochi dispositivi di sicurezza che ci permettono di condurre una vita apparentemente simile a quella ante Covid-19.

Chirurgiche, lavabili in tessuto, con e senza ventola, griffate o esilaranti: il commercio delle mascherine non è ora di meno rispetto in confronto a qualsiasi altro capo d’abbigliamento ma quanto a volte viene meno è il suo unico ed esclusivo fine: la protezione per sé stessi e verso gli altri.

Quali sono le più sicure? Chi proteggono? In che modo vanno indossate e quali sono le differenze tra i vari tipi acquistabili in farmacia?

Queste domande le abbiamo poste ad una dottoressa che quotidianamente, da mesi, affronta l’emergenza Coronavirus dietro al bancone di una farmacia in Via Po, una delle vie nevralgiche nel cuore della città di Torino.

Tipi di mascherine e sicurezza: chi è protetto e chi no

Mascherine FFP1, FFP2 e FFP3: quali sono e come proteggono?

La FFP2 è una sigla che corrisponde alla capacità della struttura della mascherina stessa di filtrare dei corpuscoli che possono essere più o meno grandi. In questo caso stiamo parlando di un virus quindi deve essere molto fitta la sua rete. Ci sono 2 denominazioni riguardo queste mascherine: ce n’è una europea, che è la FFP2, e una americana che è la KN95. Sono esattamente la stessa cosa: non sono riutilizzabili, non sono lavabili e hanno una durata di qualche ora sempre ammesso che uno vada in un posto non ad altissimo rischio altrimenti va eliminata“, spiega la dottoressa mostrandoci la mascherina in questione.

Dal punto di vista protettivo, giudicando la capacità filtrante delle mascherine FFP2 ed FFP3, risultano essere le più efficaci in commercio: “In questo caso abbiamo una protezione sia dall’interno verso l’esterno, ossia io non contagio nessuno, e viceversa. È una protezione completa“.

Mascherina FFP2
Mascherina FFP2

Quali sono le differenze tra una FFP2 e una FFP3?

Quale sia la differenza tra le tre classi di mascherina (1, 2 e 3) dove FFP sta per filtering face piece, ossia “filtrante”, è da rintracciarsi nella capacità di filtrare e dunque, nella loro performance.

Le mascherine filtranti FFP2 (gemelle delle KN95) hanno una capacità filtrante pari al 95% delle particelle con diametro di 2,5 micron; le mascherine FFP3 vedono invece aumentata la loro capacità filtrante sino al 98%.

Le mascherine chirurgiche: proteggere gli altri ma non sé stessi

Totalmente diversa è invece la più comunemente nota “mascherina chirurgica”, la classica dal colore azzurrino, caratteristica per il suo utilizzo “usa e getta”. “Al principio avevano il semplicemente il compito di difendere i pazienti dall’eventuale contagio da parte del medico che quindi entrava in corsia, metteva la mascherina per non contaminare nessuno e una volta uscito la buttava via“, chiosa la dottoressa.

Sono composte da due o tre veli, hanno normalmente delle pieghe che sono necessarie affinché venga coperto nel migliore dei modi il viso: a partire dal naso si allarga verso il basso e dev’essere compreso il mento. È importante che la mascherina venga indossata coprendo il mento altrimenti non serve: se io tengo il naso fuori dalla mascherina il virus lo posso propagare ugualmente e non serve a nulla“.

mascherina chirurgica
Mascherina chirurgica

Come spiegato dettagliatamente dalla dottoressa, nel caso della mascherina chirurgica la persona realmente tutelata dal contagio è quella che si trova di fronte a noi ma la protezione viene a meno parlando di sé stessi: “Tutelo chi è di fronte a chi la indossa.

Io che indosso la mascherina chirurgica non sono protetto dagli altri, è per questo che è importante che tutti la indossino.

Pur indossando la mascherina chirurgica posso contrarre il virus?

Assolutamente sì. Dipende sicuramente dalla distanza ma se io salgo su un tram o un mezzo pubblico con la mascherina chirurgica o ce l’hanno tutti oppure non serve assolutamente a nulla, basta la presenza anche solo una persona senza mascherina in un ambiente al chiuso.

Oltretutto è inimmaginabile la quantità di virus che si depositano anche su corrimano, oggetti, sostegni e tasti dell’ascensore: in questo caso la mascherina serve anche ad impedirci di toccarci il viso con le mani“.

Mascherine in tessuto, con e senza filtro, con e senza valvolva

Diverse ancora sono le mascherine in tessuto che si possono trovare in commercio sebbene si tratti di pochissimi casi: “Poche sono quelle che hanno ricevuto l’autorizzazione da parte del Ministero della Salute perché devono rispettare determinati canoni e non tutte sono riuscite a superarli. Si tratta di mascherine fatte in tessuto, sono impermeabili sulla fascia esterna per cui impediscono al virus di entrare, mi proteggono.

Non proteggono però in uscita anche se ci sono delle mascherine lavabili che hanno una tasca interna nella quale può essere inserito un apposito e ulteriore filtro (che dura in media 8 ore). In questo caso ottengo la stessa protezione che mi offre una mascherina di tipo FFP2“.

mascherina lavabile con filtro
Mascherina riutilizzabile con apposita fessura per l’inserimento del filtro

Mascherine: valvola sì o valvola no?

Uno dei dubbi sui quali si è discorso fin dal principio di questa pandemia è stato sull’efficacia o meno delle mascherine con la valvola, con un mito assolutamente da sfatare.

Le mascherine che hanno la valvola in realtà non vanno assolutamente bene perché non proteggono il prossimo in quanto è sicuro che da quella parte lì, dalla valvola, fuoriescono dropplets. La valvola serve solo a rendere più agevole il respiro. Ovviamente dalla valvola non rientrano goccioline. Questo tipo di mascherina è da considerarsi una protezione per sé stessi ma non per gli altri e il problema è proprio questo: data la sua voluminosità e la sua appariscenza, è stata erroneamente valutata come super protettiva ma non è assolutamente vero“.

Mascherine lavabili, ogni quanto sterilizzarle?

La mascherina lavabile – prosegue la dottoressa – va lavata in acqua e sapone.

Ogni quanto dipende sempre dai tipi di frequentazione: se io prendo tutti i giorni un mezzo pubblico è meglio che la mascherina venga lavata ogni 2 giorni, sempre pensando di non toccare la parte interna. Se più semplicemente vado in giro posso anche pensare di lavarla ogni più giorni. Ciò che è davvero importante in questo caso è riattivare con il calore del ferro da stiro l’impermeabilizzazione, capace di ricondurre anche le fibre nella giusta posizione in maniera tale da impedire il passaggio delle goccioline. Senza ferro indeboliamo la protezione“.

mascherine in tessuto
Mascherine in tessuto

Coronavirus e scuola: dispositivi per una didattica a prova di virus

Con la riapertura delle scuole il 14 settembre dopo un lockdown e una pausa estiva che hanno messo in stanby l’intero impianto scolastico, destinato ad essere ridotto per mesi ai minimi termini di un cavo elettrico, ovviamente è sorta la domanda più importante.

Quale mascherina è più adatta ad un bambino?

La risposta non può essere univoca: “Ogni dirigente scolastico ha dato disposizioni in maniera differente sia in termini di ingresso a scuola alla disposizione dei banchi. Anche sulle mascherine la politica è varia: c’è chi vuole che venga indossata per tutto il tempo e chi la vuole obbligatoria solo durante l’intervallo o l’ingresso o l’uscita, è complesso.

Normalmente non è comunque consigliato tenere la mascherina per troppe ore di seguito perché respireremmo i nostri scarti“.

Sebbene le norme in materia siano variegate, superata la prima settimana di scuola (e di prova) saranno le stesse scuole a fornire agli alunni il dispositivo di sicurezza più consono: “Probabilmente saranno le mascherine chirurgiche e saranno da utilizzare per le ore che il bambino resta a scuola. Per quanto riguarda le fasce di età: quello che noi sappiamo è che la mascherina va utilizzata a scuola dai bambini sopra i 6 anni, sotto i 6 anni di età non è consigliata per la loro respirazione“.

Consigli utili e un monito: “Staccate i laccetti dalla mascherina prima di buttarla

In termini di igiene e sicurezza, i consigli sono i medesimi su cui ci si prodiga fin dal principio. Dal corretto utilizzo della mascherina che va indossata comprendo il naso e il mento, posta sul viso toccando solamente gli elastici e non la parte interna, all’igiene delle mani che può avvenire anche con acqua e sapone e non solo necessariamente con alcool: “Non è necessario usare sempre dell’alcool perché andiamo a impoverire le difese normali dell’organismo diventando più soggetti ancora ad eventuali attacchi dall’esterno“.

In ultimo, l’appello della dottoressa di carattere ambientale: “Miraccomando staccate gli elastici dalle mascherine quando vengono buttate via perché purtroppo quelli che finisco in acqua sono pericolosi per gli animali che possono rimanervi impigliati. Buttiamo tutto nell’indifferenziata ma togliamo gli elastici“.

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