Vacanze in costiera, Rolex, gite in barca, cene di lusso. Era “una vita in vacanza” quella dei fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, accusati insieme a Mario Pincarelli e Roberto Belleggia per la morte di Willy Monteiro Duarte.

Eppure, i Bianchi percepivano ormai da tempo il reddito di cittadinanza, pur mostrando (ed effettivamente avendo) una vita improntata sul lusso. Un lusso che va in contraddizione con una dichiarazione dei redditi, a quanto pare, estremamente misera. Ora le Fiamme Gialle stanno indagando per mettere chiarezza sull’ennesimo aspetto sinistro dell’omicidio della Banda di Artena.

Fratelli Bianchi: reddito a zero, lusso al massimo

Gabriele Bianchi stava aprendo una frutteria  a Cori con il sostegno economico del padre della fidanzata, mentre Marco Bianchi era senza reddito. Anche i loro genitori, ufficialmente, non avevano un’occupazione. Queste circostanze hanno fatto sì che i Bianchi potessero chiedere (ed ottenere) il reddito di cittadinanza. Anche le famiglie di Belleggia e Pincarelli godevano del sostegno economico statale.

Barche, vacanze e champagne sui social

Eppure, “Instagram” canta: nell’ultimo anno Gabriele Bianchi ha pubblicato un enorme numero di foto che lo ritraggono insieme al fratello ed agli amici mentre conduce una vita che una persona indigente non potrebbe mai permettersi.

Certo, Instagram propone solo un volto della realtà e non la realtà nel suo insieme, ma tanto è bastato per catturare l’attenzione delle Fiamme Gialle, che una spiegazione a quei Rolex la vogliono ora trovare. D’altronde, la stessa residenza di famiglia dei Bianchi, ad Artena, è una lussuosa villa piena di agi.

Interrogazione parlamentare sul reddito di cittadinanza

A sollevare il problema ora è anche Francesco Lollobrigida di Fratelli D’Italia, che ha aperto un’interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali per chiedere che si vada a fondo della faccenda e che punta su un altro nodo della questione, ovvero il fatto che la fedina penale dei giovani non fosse limpida: “Se è vero che i giovani in questione erano già segnalati alle forze dell’ordine avendo numerosi precedenti per aggressioni e spaccio di stupefacenti (…) Ci si chiede come sia possibile che fosse loro corrisposto il reddito di cittadinanza”.

Lollobrigida ha anche sottolineato che non sarebbe la prima volta che la cronaca nera riporta i casi di soggetti delinquenti o che comunque non avrebbero dovuto avere diritto al reddito di cittadinanza, e che invece lo percepiscono.

Sarebbe quindi “l’annosa questione di un sussidio che è assegnato ed erogato senza alcun controlli da parte delle autorità preposte o Stato”.

I Fratelli Bianchi respingono le accuse

Aggiornamento 14.53: L’avvocato Massimiliano Pica, legale dei fratelli Bianchi, ha riferito che in sede d’interrogatorio ai due arrestati è stato chiesto conto sul reddito di cittadinanza percepito, ed i due avrebbero detto non solo di non averne mai usufruito, ma anche di ignorare l’esistenza di una tale formula di sussidio: “In sede di interrogatorio i miei assistiti hanno affermato di non avere mai ricevuto il reddito di cittadinanza.

Di non sapere neanche di cosa si tratta”.

Lo stesso discorso pare valere per Belleggia, il cui avvocato Vito Perugini ha riferito: “Oggi ho avuto modo di parlare con il mio assistito il quale mi ha assicurato di non avere mai richiesto ne, ovviamente, percepito il reddito di cittadinanza. In caso contrario lo avrei invitato a restituire il denaro ricevuto”.

Reddito di cittadinanza: circa 33mila euro elargiti

A quanto pare, però, la Guardia di Finanza avrebbe in mano carte che dimostrano che il reddito di cittadinanza lo percepivano eccome, e per i quanto riguarda i due fratelli Bianchi, insieme a Belleggia e Pincarelli, la cifra sarebbe intorno ai 33mila euro.

Ovviamente nella richiesta di reddito non sarebbe stata consegnata la documentazione che avrebbe dimostrato che i 4 non avrebbero potuto accedere al sussidio economico.

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