Willy Monteiro Duarte, ucciso per le botte a Colleferro

Mentre continuano le indagini degli inquirenti sulla tragica morte di Willy Monteiro Duarte, ucciso in una rissa a Colleferro nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre, emerge una nuova drammatica testimonianza.

Si tratta delle parole del carabiniere, riportate dal comandante della caserma Ettore Pangano e ripreso da Repubblica e Corriere della Sera, che per primo ha soccorso il ragazzo ormai morente; un’immagine che, come lui stesso ha raccontato, non dimenticherà mai.

Il racconto del carabiniere

Si chiama Antonio Carella, ha 53 anni e e quella notte si trovava in un alloggio di servizio.

Erano le 3.30 quando qualcosa lo ha messo in allerta; grida e schiamazzi arrivano da largo Santa Caterina, proprio sotto la sua finestra. Carella capisce che non si tratta dei soliti rumori del sabato sera, qualcosa lo mette in allerta e così corre in strada, ed è lì che trova Willy a terra, dopo essere stato picchiato violentemente, circondato da diversi ragazzi.

Qualcuno aveva cercato di aiutarlo, qualcun altro aveva già chiamato i soccorsi, ma Willy Monteiro Duarte era immobile sembrava incosciente, respirava appena: “Una scena disperata, tra le più cruente dei tanti anni passati in servizio” racconterà.

Ha identificato gli aggressori

Carella, mentre controllava le condizioni di Willy, ha parlato con i ragazzi presenti cercando di ricostruire l’accaduto. Sono stati i primi a descrivere i fratelli Bianchi al carabiniere. Uno di loro aveva scattato una foto all’auto, per questo i 4 sono stati rintracciati in fretta.

Una volta avviate le indagini, Antonio Carella ha vegliato su Willy senza lasciargli mai la mano, dandogli delle carezze e assicurandogli che tutto sarebbe andato per il meglio: “Sono rimasto accanto a Willy fino a quando i paramedici non l’hanno portato via, ero in pena per lui come fosse un figlio”.

L’ultima immagine che il carabiniere ha di Willy è quella del paramedico che sull’ambulanza cercava di rianimarlo

La telefonata al 118

Qui di fronte al Duedipicche c’è un ragazzo che è stato menato. Potete venire per favore?” Traspare tutta l’angoscia di quei momenti nella telefonata pubblicata in esclusiva dall’AdnKronos. La prima di 9, una voce agitata che chiede di intervenire in tutta fretta, “Per favore, veloci, è urgente”.

Poi la richiesta dell’ambulanza, il contatto con i carabinieri. I soccorsi quella sera sono arrivati circa 40 minuti dopo, una rianimazione disperata da parte degli operatori ma Willy si spegnerà in ospedale intorno alle 5 del mattino, nello stesso momento, i carabinieri di Colleferro avevano individuato i 4 aggressori in un locale di Artena.

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