Barbara d'Urso e Rosa e Ambra, ragazze aggredite a Novara

Torna in onda in prima serata Barbara D’Urso e il suo Live. Nella prima puntata ha iniziato ad occuparsi dei molteplici casi di violenza con sfondo omofobo, tema che sta tenendo molto banco dopo la morte di Maria Paola, inseguita dal fratello che rifiutava la sua relazione con il trans Ciro. Nel corso della puntata ha parlato proprio lui

Il caso di Rosa e Ambra, aggredite a Novara

L’apertura di puntata è stata dedicata al caso di Rosa e Ambra, due ragazze di Novara vittime di una brutale aggressione da parte dei vicini di casa.

Le due hanno portato in puntata un video che mostra l’attacco, sferrato a suon di calci e caschi in testa, da parte dei alcuni uomini, presumibilmente per motivi omofobi: Rosa e Ambra infatti hanno una relazione omosessuale e, in diretta, hanno denunciato l’accaduto.

Proprio guardando il video le due ragazze sono crollate e si sono coperte il viso, scoppiando in lacrime: troppa la violenza mostrata. Tuttavia, Barbara D’Urso ha letto anche un contraddittorio proprio degli aggressori, che asseriscono di assalti e aggressioni e un coltello brandito proprio dalle stesse giovani.

Le stesse ora hanno paura, perché nella palazzina vivono anche amici e parenti dei loro aggressori.

La vicenda di Rosa e Ambra, intervistate da Barbara D'Urso
La vicenda di Rosa e Ambra, intervistate da Barbara D’Urso

Le parole di Ciro, fidanzato di Maria Paola morta a Caivano

Restando sul tema, si è passato ad alcune parole esclusive di Ciro, il superstite dell’incidente di Caivano in cui ha perso la vita la fidanzata Maria Paola. Inseguiti in scooter dal fratello Michele Antonio Gaglione, ora in carcere per omicidio preterintenzionale, i due fidanzati sono caduti e Maria Paola è morta.

Anche dietro a questa vicenda ci sarebbe un motivo di intolleranza: il fratello avrebbe rifiutato il rapporto tra la sorella e quell’uomo trans.

Gli inviati di Live hanno provato a raggiungere proprio Ciro, interrogato a lungo dai magistrati. Tuttavia, il giovane si è trincerato dietro un “non voglio parlare“. Braccio legato al corpo dopo la caduta, si è riuscito a strappargli solo poche frasi sull’accaduto: “Sto male” e “Sì, sono fiducioso nella magistratura“. Chi era con lui, ha invitato a tutelarlo sul lato emotivo.

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