Doppia aggressione omofoba in poche ore: una a Napoli, l'altra a Padova. I feriti:

La notte tra venerdì 18 e sabato 19 settembre, altri due brutali pestaggi hanno avuto come teatro l’Italia, ancora scossa dalla morte di Willy Monteiro Duarte e Maria Paola Gaglione. Il primo è avvenuto a Napoli, il secondo a Padova, poche ore dopo. I due attacchi hanno inoltre un preoccupante elemento comune: l’omofobia. Le vittime dei pestaggi hanno infatti denunciato gli stessi insulti ricevuti, prima di ricevere calci e pugni. Nelle ore successive, hanno reagito a testa alta: “È arrivato il momento di dire basta a questo odio”.

La prima aggressione a Napoli

La prima aggressione, in ordine cronologico, è quella di Napoli.

Gianmarco “Giammy” Vitagliano, cresciuto nella città partenopea, pubblica una foto del suo volto insanguinato e racconta il terribile pestaggio subito la sera di venerdì. Alle 19, mentre è in chiacchiere con il fratello e degli amici, si avvicina al gruppo “Un uomo su una quarantina, pelato, bianco, alto il doppio di ognuno di noi, con fare aggressivo, arrogante e camorristico”. Poi partono gli insulti: “Frocio, frocio, grida l’uomo, che passa alle minacce. Mezz’ora dopo, ritorna, con una decina di altre persone.

Uno di loro mi prende per il collo, mi stringe. Mi arrivano tre pugni in faccia ed una ginocchiata. Inizio a sanguinare”, scrive Giammy Vitagliano. Anche un suo amico viene picchiato. Intervengono i militari, che si limitano ad allontanare i teppisti.

Giammy: “Colpa di un vuoto istituzionale”

Provo tantissima rabbia. Non avevo mai vissuto una cosa del genere. Oggi ho avuto l’ennesima prova di come il vuoto istituzionale, quello che ha ucciso Willy e Maria Paola la scorsa settimana, quello che è reso ancora più forte dall’odio della classe politica, sia un problema.

Sono dichiaratamente omosessuale da quando avevo 19 anni perché essere libero è ciò che per me conta. Provo odio per questa società ingiusta, ma è odio mosso da amore; quell’amore che continua a mantenere la lotta viva in me e nelle tante persone che nel cambiamento ci credono per davvero. Io sto bene, sono arrabbiato, ma lotto, spero. Questo sono io, e sono fiero di esserlo”. Il post ha raggiunto migliaia di condivisioni.

Padova, il secondo pestaggio per un bacio

Poche ore dopo l’aggressione subita da Giammy Vitagliano a Napoli, 2 ragazzi di Padova si ritrovano ad affrontare una situazione spaventosamente simile.

Si chiamano Mattias Zouta e Marlon Landolfo, e tra venerdì e sabato hanno ricevuto insulti e botte dopo essersi scambiati un innocente bacio per strada. Tramite un video e un post su Facebook, hanno voluto denunciare la frequenza e la brutalità di queste aggressioni in Italia, sintomo di un odio e una discriminazione diffusi e sistematici, che nemmeno due morti atroci come quelle di Willy e Maria Paola sono riuscite a fermare. “Padova non è immune a omofobia e fascismo”, scrive Mattias.

Basta odio

Un attacco omofobo, partito da insulti e frasi di scherno per un bacio che ci siamo scambiati mentre passeggiavamo. E per quel bacio noi e alcuni nostri amici siamo stati insultati, gettati a terra, presi a calci e pugni. Ad un amico che si era messo in mezzo per difenderci è stato spaccato un bicchiere in testa, costringendolo a farsi soccorrere dell’ambulanza con il risultato di 5 punti di sutura. Le frasi violente e piene di odio che sono state gridate dagli assalitori avevano un chiaro messaggio omofobo nei nostri confronti, e sono sintomo di ignoranza e odio verso il diverso.

Dopo tutti gli episodi violenti e di discriminazione che sono avvenuti in questi mesi riconosciamo che anche quello che è successo a noi si inserisce in un contesto che siamo stufi di dover subire. Non ci stiamo più! Basta!

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