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Continuano le indagini sul terribile duplice omicidio di Lecce avvenuto lo scorso 21 settembre. Daniele De Santis, arbitro di serie C e la fidanzata Eleonora Manta, venivano brutalmente assassinati nel loro appartamento a Lecce; secondo quanto appreso fino ad ora dagli inquirenti, la coppia con molta probabilità conosceva il proprio assassino.

Una delle tante piste seguite dagli inquirenti ruota proprio intorno ad un nome che Eleonora pare aver gridato più volte in quei momenti, non è ancora chiaro se si trattasse dell’assassino o di un vano tentativo di chiedere aiuto. In aiuto all’inchiesta è arrivato il primo referto dell’autopsia; intanto continua la caccia all’uomo.

L’autopsia su Daniele ed Eleonora

Sono raccapriccianti i dettagli emersi dall’autopsia sui corpi dei giovani fidanzati Eleonora Manta e Daniele De Santis. L’esame autoptico ha evidenziato e confermato la ferocia con la quale l’assassino ha infierito su entrambi anche dopo la morte. Trenta colpi per Eleonora e circa 15 per Daniele, tutti inferti con forza. Secondo i segni lasciati sul corpo, il killer ha utilizzato con una banale arma bianca, un coltellaccio da macellaio.

L’arma usata e i corpi inferti hanno confermato l’ipotesi che l’assassino abbia agito su premeditazione.

Sempre grazie alle ferite inferte, per il medico legale sarà possibile risalire alla dinamica dei fatti. L’analisi sui corpi, iniziata nella giornata di mercoledì non è ancora conclusa, sul corpo della coppia sono state ricercate anche tracce di elementi biologici.

Un minuto di silenzio sui campi da calcio

Nella serata di giovedì la Federcalcio ha annunciato che sarà osservato un minuto di silenzio prima dell’inizio di ogni partita prevista nel week end e della partita di Coppa Italia Modena-Monopoli.

La tragica morte di Eleonora Manta e Daniele De Santis ha scosso il mondo del calcio che si è stretto intorno alle rispettive famiglie, come dichiarato dal presidente dell’AIA Marchello Nicchi: “Nessuna parola riesce a descrivere il dolore. (…) Lo vogliamo ricordare con il sorriso di quando era in campo”.

Su cosa sia successo quella sera del 21 settembre solo gli inquirenti riusciranno a far chiarezza. I punti oscuri sono tanti, da quel Andrea no, Andrea” gridato più volte da Eleonora Manta, passando per l’individuazione di un movente che non si trova, è stato un delitto passionale o c’è dell’altro?

Un intero quartiere ora è piombato nel silenzio, fatto di lutto e paura, dando un tono cupo, quasi lugubre a quella Lecce che solitamente è una città piena di vita come quella di Eleonora e Daniele, strappatagli però con violenza.