serena grandi

Serena Grandi, dopo la condanna a 2 anni di reclusione per bancarotta, è un fiume in piena: racconta che la vicenda del fallimento del suo ristorante ed i processi gli sono costati 700mila euro, i risparmi di una vita.

L’attrice non accetta la sentenza emanata a suo carico ed intende ricorrere in appello, dichiarando di avere più di un asso nella manica per riuscire a spuntarla in tribunale.

La Locanda di Miranda

La condanna è stata emanata dopo che, nel 2015, la Grandi si vide costretta a chiudere il suo locale “La Locanda di Miranda”, aperta a Borgo San Giuliano di Rimini.

A quel tempo la denuncia partì dai dipendenti, a quanto pare mandati a casa senza essere pagati. Le indagini nel tempo hanno portato a formulare le accuse di irregolarità sui libri contabili e distrazione di beni strumentali.

A Repubblica l’attrice si è definita “scossa” ed ha replicato alle accuse, soprattutto riguardo ai beni strumentali: “Sa di cosa si tratta? Del letto di mio figlio, che tra l’altro ci teneva moltissimo perché era un regalo di suo padre e ancora se ne dispiace, di piatti e padelle che non erano del ristorante ma della mia casa di Roma, quando facevo le cene, e di uno stendino per i panni“.

La sparizione dei libri contabili

Non ci sarebbero stati stipendi non pagati: “La paga era settimanale, non ho retribuito solo gli ultimi sette giorni, per il resto hanno avuto tutto il dovuto”. Per quanto riguarda la sparizione dei libri contabili, non sarebbe una sua responsabilità: Grandi dichiara di averli dati a un professionista, un potenziale acquirente, e che questo non li avrebbe mai restituiti: anzi, che un dipendente dell’acquirente avrebbe buttato i documenti in un cortile in un giorno di pioggia.

Serena Grandi e il fallimento del ristorante

A far fallire il ristorante, secondo la Grandi, ci sarebbe il malanimo delle persone del riminese: “Il ristorante è andato bene per due anni, poi – guarda caso – quando è iniziata a circolare la voce che “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, dove ho un piccolo ruolo ma impegnativo e importante, era candidato agli Oscar, la gente ha smesso di venire a cena da noi.

Sarebbe stato il mio addio al cinema, è diventato l’addio al ristorante (…) Non si possono nemmeno raccontare le cattiverie che mi sono state inflitte”.

Anche la notizia della condanna sarebbe arrivata per mezzi indiretti: “Ho saputo della condanna dai giornali locali, non ho ricevuto nemmeno l’avviso di presentarmi in tribunale per difendere la mia posizione, i miei beni. Sono disgustata da questa giustizia”.

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