Guerra ai contanti: il piano Cashless del governo Conte, bonus per i pagamenti elettronici e lotta all'evasione fiscale

Il piano Cashless del premier Giuseppe Conte, come annunciato da egli stesso, prevederà anche un super bonus pari fino a 3mila euro. Il governo ha intenzione di contrastare l’evasione fiscale, così ha messo a punto un piano con diverse misure per favorire la transazione dal contante all’elettronico, simili al Bonus Pos del Decreto Agosto. Gli incentivi, per i cittadini, sono al centro della riforma fiscale voluta dal premier, che servirà a combattere la grave questione del buco miliardario annuo per il Fisco italiano.

Dal cashback al superbonus per dire addio al contante

Già si era parlato in precedenza del bonus da 300 euro previsto per chi preferirà gli acquisti elettronici al posto del pagamento in contanti.

Il cashback, ossia il bonus per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici, funzionerà in questo modo: il credito sarà pari al 10% dell’importo totale speso, se superati i 3mila euro di spesa fatta con pagamenti elettronici. Questa soglia, secondo il piano, verrebbe poi abbassata a 2mila euro nel 2021 e a mille nel 2022.

Oltre questa misura, Conte ha annunciato in un’intervista a La Stampa un ulteriore “super bonus”.

Arriverebbe fino a un massimo di 3mila euro, e sarebbe destinato ai 100mila cittadini italiani che useranno più frequentemente le carte per pagare al posto dei contanti. Se il primo bonus si basa sulla quantità di denaro speso elettronicamente, il super bonus è invece proporzionale al numero di transazioni effettuate.

Lotta all’evasione fiscale

Lo scopo primario del piano Cashless del governo Conte è la lotta all’evasione fiscale, rendendo i pagamenti più tracciabili e sicuri. Da qui, gli incentivi ad abbandonare il denaro contante. In questa ottica, si inserisce anche la cosiddetta “lotteria degli scontrini”.

Se la riforma dovesse andare in porto e dare i frutti sperati, è probabile anche che i primi frutti del Piano Cashless vadano investiti in ulteriori incentivi o in bonus più corposi.

La volontà del governo di voler tentare ogni strada per porre un deciso argine all’evasione e al sommerso è giustificata dai numeri. Secondo quanto riportato da QuiFinanza, ogni anno il Fisco italiano conta un buco di quasi 191 miliardi di euro. Questo ci porta a detenere due tristi primati in Europa, ossia l’evasione fiscale e l’evasione pro-capite più alte del Vecchio Continente.

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