Gaia e Camilla

Sono trascorsi ormai già 9 mesi da quel tragico giorno in cui Gaia Von Freymann e l’amica Camilla Romagnoli, entrambe 16enni, perdevano la vita in Corso Francia, falciate dall’auto di Pietro Genovese, il figlio del noto regista Paolo. Le novità dai pm dopo la richiesta di Genovese, accolta, che aveva chiesto di essere processato con rito abbreviato.

Genovese in aula: “Non volevo uccidere nessuno

Non ho visto le ragazze, ricordo di essere partito col semaforo verde. Non volevo uccidere nessuno e non volevo scappare“, sono state le parole, riportate da AdnKronos, rilasciate quest’oggi in aula da Pietro Genovese ora a processo con rito abbreviato per quanto accaduto in Corso Francia la notte del 21 dicembre del 2019.

I pm chiedono 5 anni per omicidio stradale plurimo

Oggi la parola è passata ai pm che si stanno occupando del caso e che hanno formulato la richiesta concernente la pena che potrebbe essere inflitta a Genovese. Contestando il reato di omicidio stradale plurimo, accusa che già pendeva su Genovese, i pm hanno oggi chiesto una pena di 5 anni per il ragazzo.

Accolta la richiesta di Genovese, a fronte della pena che verrà potenzialmente emessa, il giovane potrà godere dello sconto in caso di condanna.

La dura condanna della mamma di una delle vittime

Sono molto forti intanto le parole rilasciate a margine dai genitori delle due ragazze che nell’incidente hanno perso la vita. In particolar modo quelle di Cristina Romagnoli, la madre della 16enne Camilla: “Sono profondamente delusa dalle dichiarazioni di Genovese, sembrava una recita, non ha mai chiesto perdono, era indifferente a quello che è successo“, riporta sempre AdnKronos. “Ha ribadito le sue assurdità, come quella di essersi fermato – ha aggiunto sempre la donna – Ha detto di non averle viste.

Al di là del ‘sono affranto’, non ci ha detto altro. Non si è mai girato. Sembrava di sentire un copione letto e imparato a memoria“.

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