Disastro climatico in Piemonte, il fiume Tanaro porta via con sé le bare dal cimitero di Garessio

Piogge record, ponti crollati, strade e cittadine completamente allagate, fiumi in piena. Almeno 3 morti, una ventina i dispersi, migliaia gli sfollati. Il “maltempo” sregolato e terrificante che ha colpito il Nord Italia, in particolare Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, in questi ultimi giorni ha mostrato la brutalità e la potenza della crisi climatica. “Non chiamatelo maltempo, non sono eventi normali ma storici”, denunciano infatti gli esperti. Una situazione inedita, nella quale abbiamo assistito anche ad un evento particolarmente sinistro: il fiume Tanaro, grazie alla sua furiosa esondazione, ha invaso il cimitero di Trappa di Garessio (Cuneo) e si è trascinato via le bare.

Il Tanaro si porta via le bare dal cimitero

Umberto Ferraris ha pubblicato delle foto sconcertanti su Facebook, all’indomani del disastro, con la didascalia “Quel che resta del cimitero di Trappa e del ponte sul Tanaro”. Tanti i commenti pieni di angoscia, tristezza e rancore. “Le mie radici spazzate via”, scrive Silvia. “Il mio papà, il Tanaro lo ha portato via. Non ho solo dolore ma provo un grande rabbia”, commenta Maria Celeste. “Oggi ho visto persone piangere, hanno subito un secondo lutto non trovando più le tombe dei loro cari”, denuncia Ezio.

Chi ha perso un genitore, chi non ritrova i nonni, chi i figli o i coniugi: il fiume non ha guardato in faccia nessuno e nella sua furia si è trascinato le bare con sé. Alcune sono state ritrovate, a molti metri di distanza. Ma il cimitero è ormai in buona parte distrutto.

Il sindaco Fazio, ex ministro della Sanità

Sulla tragedia è intervenuto anche il professor Ferruccio Fazio, sindaco di Garessio che è stato anche alla guida della task force anti-Covid piemontese e ministro della sanità nel governo Berlusconi.

Intervistato da Repubblica, il professore esprime tutta la sua amarezza. “Il dramma più grande è stato per me guardare negli occhi i garessini che si sono visti portare via il paese. Donne e uomini che ho incontrato in queste ore, che mi hanno fermato piangendo e mi hanno chiesto “aiutami“. Il primo cittadino afferma, e non è l’unico, che la bomba d’acqua del 2 ottobre entrerà nella storia, perché è stata più violenta delle alluvioni disastrose del ’94 e del 2016.

Perché tant’acqua così non si è mai vista a inizio ottobre, di solito capita a novembre. Se fra due settimane ci risiamo come ne usciamo?

Parla l’esperto climatologo Luca Mercalli

Luca Mercalli, meteorologo e climatologo, fra i volti più noti e attivi dei divulgatori scientifici nella sensibilizzazione sull’emergenza climatica, scrive oggi sul Fatto Quotidiano: “Tra venerdì e ieri la tempesta “Brigitte” ha scatenato scirocco impetuoso e piogge alluvionali in Liguria, Cuneese e dal Biellese al Lago Maggiore, zone che hanno ricevuto quantità talora mai viste in poco più di un giorno a scala regolare: massimo di 652 mm in 30 ore in Val Strona di Omegna, un terzo della media annua!

A Oropa (Biella), 443 mm in 24 ore, record nella serie dal 1913. Sbalorditivi poi i 517 mm in 12 ore a Limone-Pancani (Col di Tenda), primato di intensità in un trentennio”. Il sindaco di Limone Piemonte, scrive La Stampa, ha ribadito analogamente che “una situazione così drammatica non si ricorda a memoria d’uomo”.

Il rapporto di Legambiente sul clima

Secondo il rapporto di Legambiente del 2019 intitolato “Il clima è già cambiato”, nell’ultimo decennio in Italia abbiamo avuto 594 fenomeni meteorologici estremi, che hanno provocato ingenti danni al territorio italiano.

Dopo queste tragedie, che continuano ad aumentare in frequenza ed intensità di anno in anno, abbiamo pianto 231 vittime, di cui 42 solo nel 2019. Non stupisce dunque la durezza di Beatrice Brignone, segretaria di Possibile, che scrive su Facebook: “Non chiamatelo maltempo, non chiamateli “casi” isolati. È un’emergenza da combattere”.

FridaysForFuture: “Non chiamatelo maltempo”

Anche il gruppo Fridays For Future Italia è sulla stessa linea: Non chiamatelo maltempo. Di fronte ad un altro dei numerosissimi e ormai sempre più frequenti disastri causati dalla crisi climatica, i media usano la parola MALTEMPO, come se catastrofi del genere fossero normali, come se dovessimo ormai rassegnarci e abituarci a vivere in questo modo.

Esprimiamo vicinanza alle popolazioni del Piemonte e della Liguria colpite in questi giorni da fenomeni meteorologici di portata eccezionale. L’accumulo di pioggia caduto in Piemonte è il maggiore mai registrato dal 1958. La crisi climatica è già qui, ORA, che ci piaccia o no, e non si fermerà da sola”.

Il ciclone Brigitte o Alex ha investito non solo l’Italia, ma violentemente anche la Francia. Anche per questo i FFF danno appuntamento in piazza il 9 ottobre per un nuovo sciopero mondiale, per chiedere ai governi di combattere i cambiamenti climatici con i fatti e non con le parole.

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