Willy Monteiro Duarte a scuola con gli amici

Sono già passati esattamente 30 giorni, dalla tragica notte che ha segnato la fine della giovane vita di Willy Monteiro Duarte, barbaramente ucciso a Colleferro la notte del 5-6 settembre. Intervenuto per mettere fine ad una rissa, Willy si è trovato bersagliato dai colpi dei fratelli Bianchi, che assieme a Pincarelli e Belleggia sono stati arrestati per la sua morte. Ora, parla la sorella Milena Monteiro e lo fa trovando le parole che da un mese avrebbe voluto dedicare al fratello scomparso.

Il messaggio di Milena a Willy Monteiro

Ha affidato le sue parole al suo profilo Facebook, ma in breve sono state riprese dai principali quotidiani di informazione, tra cui il Messaggero.

Nel messaggio riportato, la sorella di Willy, Milena, conta il tempo che scorre: “È già passato un mese. Un mese senza di te amore mio, senza i tuoi scherzi, senza le tue coccole, senza il tuo sorriso, senza le tue prese in giro, senza i tuoi occhioni. Un mese senza la mia metà, la mia roccia, la spalla su cui piangere. Un mese senza di te, fratellone mio.

Il messaggio di Milena è particolarmente toccante, carico di dolore e lutto. “Ora sto iniziando davvero a rendermi conto che non entrerai più dalla porta di casa di corsa per farti la doccia per poi uscire, non mi sveglierai più buttandoti sopra di me, non mi sgriderai più, non mi toccherai più i rotoli della pancia per prendermi in giro” scrive. Ricordi di famiglia, che non potranno mai essere sostituiti da altri, nuovi: “Ora mi rendo conto che non ti vedrò realizzare i tuoi sogni, non ti vedrò mettere su famiglia, non avrò mai dei nipotini, non avrò mai una cognata.

Un mese fa mi appoggiavo su di te e ora? Ora, fratellone, dovrò cavarmela da sola, ora potrò solamente seguire il tuo esempio e cercare di andare avanti“.

Willy ucciso da mostri, non da persone

In uno dei passaggi riportati del messaggio dedicato a Willy Monteiro, picchiato con una brutalità tale da “spaccargli il cuore” come emerso dagli esami, la sorella parla proprio del suo omicidio. “Spero almeno che il tuo sacrificio serva a far capire alla gente che con la violenza non si risolve nulla, che la violenza serve solo a farci rimanere in un mondo che non si evolverà mai, che se si ha bisogno di sfogarsi, di dare cazzotti e calci ci sono sacchi da box e che ammazzare di botte una persona è un gesto associato a un mostro e non a una persona“.

Proprio ieri, la morte di Willy è entrata a far parte del nuovo Dl Sicurezza: una “norma Willy” che inasprisce le pene per risse e violenza fuori dai locali. A riprova che si vuol fare di questo tragico caso un esempio e un punto di non ritorno, anche a livello legislativo.

Il dolore e i rimpianti della sorella di Willy

Tutti ti vedono come un eroe, tutti ti ammirano, tutti ti ringraziano per il tuo gesto – scrive ancora Milena – Un gesto che in pochi, pochissimi avrebbero fatto, un gesto che ti è costato la vita“. Tuttavia, il pensiero di chi era vicino a Willy va anche a cosa sarebbe successo se non fosse intervenuto: “Chissà che sarebbe successo se ti fossi girato dall’altra parte, chissà se sarebbe morto qualcun altro al tuo posto, saresti ancora qui con me, saresti ancora qui a rompermi le scatole, saresti ancora qui a progettare il tuo futuro, a lavorare sodo per realizzare i tuoi sogni, saresti ancora qui Willy.

Io avrei ancora il mio fratellone. Non starei annegando nel dolore, nello stress, nel vuoto”.

Non accetterà mai la sua morte, scrive Milena, prima di dare il suo ultimo saluto a Willy: “Riposa in pace amore mio non sarai mai troppo lontano da non sentirti, sarai sempre nei cuori di chi ti voleva bene, di chi ti amava e chi ti ammira. Finché noi lo ricorderemo Willy non morirà”.

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