coltello sangue

Tragedia in ospedale, dove un uomo ha aggredito con un’arma da taglio la sua quasi ex moglie. La donna aveva appena partorito, e non aveva ancora tenuto in braccio per la prima volta il suo bambino. Fortunatamente è sopravvissuta al folle tentativo del suo ex compagno di ucciderla. Il maniaco ha accusato la donna di averlo provocato, perché era stata lei a chiedere il divorzio. Ancora una volta, un uomo incapace di accettare la fine di una relazione si è macchiato di un crimine orribile.

Non ha mostrato alcun rimorso

Guldane Yrtici è arrivata in ospedale il 24 agosto 2019, nella città turca di Gaziantep.

Pochi istanti dopo aver dato alla luce il suo bambino, suo marito Ahmet Yirtici, dal quale si stava separando, ha fatto irruzione nella stanza e l’ha accoltellata. Il personale dell’ospedale ha fortunatamente fermato in tempo il criminale e trasportato la vittima in terapia intensiva, dove i medici le hanno miracolosamente salvato la vita.

Durante il successivo processo, scrive la stampa estera, non ha mostrato alcun rimorso. Anzi, ha addossato la colpa dell’accaduto sulla moglie. A distanza di poco più di un anno, il tribunale ha condannato l’ aggressore a 18 anni e 6 mesi di carcere in Turchia.

L’aggressore ha dato tutta la colpa alla moglie

Guldane aveva deciso di separarsi da quell’uomo, ma non sono specificati i dettagli. Forse aveva già manifestato segni di squilibrio e atteggiamenti violenti, e per questo avrebbe magari voluto allontanarsi. Tuttavia, la donna ha dichiarato di non aver avuto paura quando l’ha visto entrare nella sua stanza d’ospedale. Non sospettava che lui la volesse aggredire, ma che volesse solo vedere suo figlio.

Invece, ha atteso l’attimo in cui i medici sono usciti dalla stanza per attuare il suo piano: ha tirato fuori un coltello e l’ha ferita più volte.

Davanti ai giudici, l’imputato ha più volte negato ogni responsabilità, affermando convinto che la colpa dell’accaduto sia interamente della donna perché lo voleva lasciare. La richiesta di divorzio, secondo la contorta logica dell’aggressore, sarebbe stata una provocazione da punire con la morte. Follia pura, che la giustizia ha voluto punire severamente senza alcuna riduzione di pena.

L’omicidio di Marisa Sartori

Fatti atroci come questi purtroppo spesso capitano anche molto vicini a noi.

Nel febbraio 2019, ad esempio, è stato un marito di Bergamo ad uccidere la giovane moglie con una coltellata al cuore. Lei era Marisa Sartori ed è stata uccisa in un sabato sera dall’ex fidanzato, Arjoun Ezzedine, 35enne di origini tunisine. I due si erano lasciati ma l’uomo non aveva accettato la separazione: al momento dell’aggressione la Rosati era in casa con la sorella che ha cercato di difenderla in ogni modo ed è rimasta gravemente ferita.

Il caso di Venaria

Un caso simile è avvenuto lo scorso settembre a Venaria, dove un uomo di 46 anni ha ucciso a colpi di pistola la moglie 41enne.

A quanto pare la donna aveva intenzione di separarsi e portare con sé le due figlie della coppia e l’uomo non ha accettato l’idea della separazione.

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