Tampone per il Coronavirus

L’emergenza Covid-19 non allenta la presa, e la recrudescenza dei contagi spinge Governo e Regioni a cercare nuove procedure per accelerare il tracciamento dei positivi. Una di queste, avanzata in prima battuta nel Lazio e ora approvata in Liguria, è quella dei tamponi rapidi gratuiti da effettuare negli studi dei medici di base, con possibilità di test a domicilio per pazienti a rischio, bambini e anziani.

Covid: test rapidi dai medici di famiglia

Test rapidi per il Coronavirus dai medici di famiglia: è l’orizzonte verso cui si muovono Lazio e Liguria, in questi giorni di sensibile aumento dei casi di positività al Sars-CoV-2, sulla scia dell’orientamento del Governo che punta a rendere disponibili kit per il tracciamento dei contagi da distribuire agli studi di medicina generale.

Una scelta che si innesta nel tessuto di interventi non solo diagnostici ma anche di gestione del tracciamento, per evitare situazioni di potenziale assembramento e ulteriori rischi nelle ormai interminabili code ai drive-in e davanti agli ospedali. I risultati sarebbero disponibili entro un’ora.

Sperimentazione in Lazio, Liguria e Toscana

Il Lazio è apripista in questa nuova frontiera.

Il 9 ottobre scorso, è stato pubblicato il bando per le manifestazioni di interesse da parte di studi medici di medicina generale e pediatri di libera scelta in grado di eseguire test rapidi. “La fornitura dei kit e dei rispettivi lettori sarà a cura del Servizio sanitario regionale da parte delle Asl territorialmente competenti“, si legge nella nota della Regione. 

Poche ore fa, il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha reso noti i contorni dell’intesa raggiunta con i medici di medicina generale (che opereranno su base volontaria): “Adesso – ha commentato Toti su Facebook – anche i medici di famiglia potranno effettuare e refertare i test antigenici ai loro pazienti.

Questo grazie un accordo che abbiamo firmato oggi con i medici di medicina generale della Liguria, che ringraziamo per i sacrifici fatti durante il lockdown e per la loro disponibilità anche in questa nuova fase“.

I test nel territorio ligure saranno effettuati gratuitamente in spazi appositi, “messi a disposizione delle Asl e delle pubbliche assistenze della regione, inizialmente uno per ogni distretto“, ha aggiunto il presidente della Liguria.

In alcuni casi, riporta Ansa, sarebbe prevista la possibilità di farli a domicilio.

In Toscana si lavora sul fronte del tampone tradizionale, non ancora per quello rapido che si è definito “presto disponibile“. L’Ausl Toscana Centro ha raggiunto un’intesa con l’organizzazione sindacale Fimmg per l’esecuzione del tampone da parte dei medici di famiglia nei territori dell’Area Vasta Centro, e in una nota precisa che si tratta di “un accordo propedeutico nell’ambito del quale verranno attivati specifici progetti sperimentali a livello locale. (…). L’intesa riguarda l’esecuzione del tampone molecolare (tradizionale).

Leggi il parere dell’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento dei contagi

In Italia 5 milioni di kit in arrivo

L’orientamento è quello di far effettuare i test rapidi dai medici di medicina generale per contribuire a snellire le file ai drive-in in diverse regioni italiane.

La forte pressione sul sistema diagnostico spinge ad aggiustare il tiro sulla gestione dell’emergenza, e punta alla necessità di un più capillare e tempestivo tracciamento delle persone positive al Coronavirus.

L’orizzonte dei tamponi veloci negli studi dei medici di base era stato anticipato dal commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, nel corso di un suo intervento nella trasmissione di La7 Mezz’ora in più.

Si parla di circa 5 milioni di test rapidi per il Sars- CoV-2 disponibili in Italia entro la fine del mese di ottobre: “Molto rapidamente metteremo in campo quest’altro strumento, non solo per porti e aeroporti, come fatto finora per evitare l’importazione del virus, ma ne metteremo un certo numero anche a disposizione dei medici di medicina generale“.

Le novità sul fronte diagnostico arrivano nelle stesse ore in cui, dal monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento dei contagi nella nazione, arriva una fotografia sul quadro di repentina accelerazione nella trasmissione del Sars-CoV-2.

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