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La situazione di emergenza da coronavirus sembra ormai in rapido peggioramento. Da una parte il resto d’Europa che fa i conti con una nuova potente ondata, dall’altra l’Italia con una curva di crescita sempre più preoccupante. Nel giro di una settimana i casi nel Paese sono cresciuti di quasi 1000 unità al giorno e nell’ultimo bollettino di ieri si sono registrati 8.804 nuovi casi da Coronavirus, 1.500 circa in più del giorno precedente.

Covid-19: inizia la fase acuta

Fin dall’inizio dell’epidemia da Covid-19 si era parlato di una probabile seconda ondata in autunno che, visti i dati in aumento, sembra stia arrivando.

La curva dei contagi preoccupa tutti, “si assiste a un’accelerazione nell’evoluzione dell’epidemia, ormai entrata in una fase acuta con aumento progressivo nel numero dei casi” a cui si aggiungono “evidenze di criticità nei servizi territoriali ed aumenti nel tasso  di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e area medica che rischiano, in alcune Regioni/PA, di raggiungere i valori critici nel prossimo mese“, rivela il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss. L’attenzione quindi non va solo alla curva dei contagi ma anche, come già in un primo momento, alla situazione sul territorio.

Giovanni Rezza, Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute, spiega: “In questo momento è necessario prendere misure, tenere comportamenti prudenti ed evitare aggregazioni ed eventi sia pubblici che privati, comprese le attività extrascolastiche, e prestare attenzione anche all’interno delle mura domestiche. È naturale che bisogna continuare a prendere tutte le precauzioni a cominciare dal distanziamento fisico, tenere le mascherine sia in luogo pubblico sia all’aperto e soprattutto curare l’igiene delle mani“.

OMS: a gennaio 5 volte più morti che ad aprile

Il direttore della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità Hans Kluge rincara ancora la dose e, analizzando l’evoluzione del virus in Europa, rivela che le previsioni dei modelli epidemiologici “non sono ottimistiche.

Questi modelli indicano che politiche rilassate prolungate potrebbero spingere, entro gennaio 2021, la mortalità giornaliera a livelli da 4 a 5 volte superiori a quanto registrato ad aprile.

La soluzione però sarebbe semplice: “misure semplici come, ad esempio, indossare mascherine in modo sistematico (ad un tasso del 95%, contro meno del 60% che vediamo oggi) insieme allo stretto controllo degli assembramenti, sia in spazi pubblici che privati, può salvare fino a 281.000 vite entro il 1 febbraio nei nostri 53 Stati membri“, sottolinea ancora.

Rischio lockdown alle h 22

Intanto però, alcuni riportano che il premier però starebbe pensando all’ipotesi di introdurre nuove regole ancora più restrittive. Su tutte, sul modello di quanto fatto in Francia, il coprifuoco serale. Un nuovo provvedimento quindi potrebbe imporre a bar, ristoranti e altri locali di chiudere alle 21 o alle 22.

 Il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa a RaiNews24 cerca però di riportare la situazione alla calma: “In questo momento nessuno di noi sta pensando al lockdown del Paese, dobbiamo fare in modo che questo non avvenga, e questo si può fare agendo sui comportamenti, meglio rinunciare ad una cena o andare a trovare gli amici.

Ce la possiamo fare, quello che conta adesso è il numero dei tamponi, che oggi sono molti di più rispetto a marzo, prendere in carico presto i pazienti e tracciare i contatti“.

De Luca chiude le scuole, le reazioni di Azzolina e Conte

Nelle scorse ore il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, ha deciso di varare misure ancora più restrittive rispetto a quelle del nuovo Dpcm firmato questa settimana dal Presidente Conte.

Il governatore ha scelto di chiudere le scuole fino al 30 ottobre in tutta la Regione. Si torna, insomma, alla didattica a distanza. In risposta alla decisione di De Luca è arrivata il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha commentato aspramente, giudicando la decisione “profondamente sbagliata e anche inopportuna. Sembra ci sia un accanimento del governatore contro la scuola. In Campania lo 0,75% degli studenti è risultato positivo a scuola e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0,80. Se c’è crescita di contagi non è di certo colpa della scuola“.

 

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Dello stesso avviso anche il presidente del Consiglio Conte che in serata, a margine della prima giornata di lavori del Consiglio Europeo a Bruxelles, ha commentato la notizia con i giornalisti: “Chiudere così di blocco la scuola secondo me non è la migliore soluzione. Abbiamo lavorato per creare delle condizioni di sicurezza e l’istituto superiore di sanità ha confermato che la curva del contagio nelle scuole è molto bassa“.

La replica di De Luca

La replica di De Luca non si fa attendere e arriva già nella tarda serata di ieri: “Ritengo opportuno ricordare i dati a me comunicati dalla task force regionale.

Oggi 15 Ottobre, i tamponi positivi registrati in Campania sono stati 1.127 su 13.780, pari all’8,1 % rispetto al 7,1 di ieri“. Poi entra nel merito della questione scolastica: “Per quanto riguarda il mondo della scuola, ecco i dati riferiti a Napoli e Caserta. Asl Napoli 1: contagiati 120 tra alunni e docenti; Asl Napoli 2: contagiati 110 tra alunni e docenti; Asl Napoli 3: contagiati 200 alunni e 50 docenti, con circa 70 casi connessi; Asl Caserta: contagiati 61 tra alunni e docenti Decine di questi contagi sono contatti diretti, e sono stato rintracciati attraverso il contact tracing“, elenca De Luca deciso a dimostrare il perché della sua decisione.

Il sostegno di Nicola Zingaretti su Twitter

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Piero Chiambretti sulla situazione Covid

Ad unirsi alla voce di chi solleva dubbi sulla gestione dell’emergenza anche Piero Chiambretti. Anche il conduttore era stato ricoverato insieme alla madre, poi deceduta, nei mesi più critici dell’emergenza e ha quindi vissuto da vicino la situazione negli ospedali.

Ad aprile sapevamo che il covid-19 sarebbe tornato forte, ma ascoltando i politici sembra che siano impreparati“, sottolinea Chiambretti. “Invece dovevano essere preparati due volte perché se già a marzo ci dicevano che a ottobre sarebbe tornata l’epidemia oggi dovevano essere pronti“, riporta ancora TorinoToday.

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