Giuseppe Conte con la mascherina nera con una piccola bandiera italiana

Giuseppe Conte esclude un nuovo lockdown. Per superare la seconda ondata, non è quella la via migliore, sostiene il premier al Limes Festival di Genova. “Bisogna rispettare le regole, autoproteggendosi, e adottare una strategia più mirata“. Ieri, l’Italia ha superato la soglia dei 10mila contagi in 24 ore per la prima volta dall’inizio della pandemia: 10.010 positivi su oltre 150mila tamponi (un rapporto tamponi-positivi che si attesta intorno al 6-7%). 55 i deceduti, mentre aumentano sia i ricoverati che le terapie intensive. 50 in più, per un totale di 638 cittadini italiani in terapia intensiva.

La strategia di Conte per la seconda ondata

Intervistato da Lucio Caracciolo, direttore e fondatore della rivista storica e geopolitica Limes, il premier Conte sottolinea gli sforzi di cittadini italiani ed europei, invitando tutti a resistere e collaborare. “La nuova ondata sta stressando le nostre economie e i nostri tessuti sociali. Siamo anche stanchi, i nostri cittadini sono stanchi, vengono già da una prova durissima. Forse è anche la ragione per cui in questo momento non entriamo ancora nell’ottica dell’importanza di rispettare queste regole. Ma la mascherina è la formula più importante di protezione”, ricorda ancora una volta il premier.

“La prima ondata ci ha trovato impreparati, il mondo era impreparato. Non conoscevamo le caratteristiche di questa malattia. Di qui anche il lockdown. Non sto dicendo che l’ondata è meno pericolosa, sto dicendo che abbiamo lavorato. Dobbiamo affrontare questa ondata con una strategia nuova, diversa, che non prevede più il lockdown. Una strategia molto più mirata, ma rispettando le regole di distanziamento, autoproteggendoci“.

Ipotesi Dpcm e coprifuoco

Intanto, inizia a farsi strada l’ipotesi di un nuovo Dpcm che vada a rafforzare quello del 13 ottobre.

Dopo un lungo Consiglio notturno a Palazzo Chigi, le nuove norme più stringenti potrebbero arrivare già tra domenica e lunedì. Fra le ipotesi, c’è al vaglio anche quella di un coprifuoco dalle 22 o dalle 23. Altro obiettivo è incrementare lo smart working. Si discute poi su una stretta ulteriore a palestre e sport di contatto, parrucchieri, estetisti e saloni di bellezza, cinema e teatri, sale gioco.

Infine, la scuola, con la proposta del Cts di implementare orari più scaglionati e didattica a distanza modulata.

Al momento, si tratta solo di ipotesi, che terranno conto degli effetti delle misure già adottate e dell’andamento della curva dei contagi. Il premier, comunque, ha escluso esplicitamente un nuovo lockdown. Previsto per oggi un incontro tra l’esecutivo, la Protezione Civile, le Regioni e il commissario Arcuri.

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Europa e vaccini

Il lockdown, dunque, per il momento resta escluso, a differenza di altri grandi Paesi europei che, colpiti più duramente dalla seconda ondata, son dovuti ricorrere a misure più drastiche. Lockdown mirati, coprifuoco, chiusura di diverse attività già da settimane interessano Francia, Regno Unito, Belgio, Germania, Spagna, ad esempio.

Una preoccupazione generalizzata nel Vecchio Continente che il premier ha sottolineato a più riprese nel suo discorso.

Ma non bisogna cedere allo sconforto e anzi mantenere ottimismo, collaborazione e fiducia per uscire da questo tunnel pandemico. Grazie al “grande lavoro di Speranza con i ministri di Francia, Germania e Olanda e alla Commissione europea, l’Europa sta finanziando le migliori ricerche ed è in condizione di potersi garantire varie centinaia di milioni di vaccini“. Il premier ha parlato di 200-300 milioni di vaccini, con l’opzione di raddoppiarli e “inondare i nostri sistemi sanitari”.

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