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Mentre peggiora la situazione dei contagi da coronavirus in tutto il territorio nazionale, alcune regioni decidono di correre ai ripari con misure straordinarie, come Lombardia e Campania, ed il governo ha già dato il suo benestare ai nuovi provvedimenti che prevedono un coprifuoco serale ed un conseguente lockdown notturno.

Lombardia: lockdown notturno ed autocertificazione

La Lombardia è stata la Regione più flagellata dal Coronavirus nella crisi di marzo-aprile, ed il numero dei contagi potrebbe arrivare, secondo il Cos, a 4mila ricoverati e 600 pazienti in terapia intensiva al 31 ottobre.

Per questo motivo il governatore Fontana, insieme ai sindaci ed ai capigruppo, ha deciso di fermare gli spostamenti notturni e le attività dalle 23, a partire da giovedì 22 ottobre. Per chi avesse bisogno di circolare dalle 23 alle 5 di mattina sarà necessaria un’autocertificazione che attesti la necessità di spostamento.

Non solo. Al vaglio ci sono anche la possibilità di una chiusura dei centri commerciali (ma non dei supermercati) nei fine settimana.

A breve (tra pochi giorni) verrà riattivato l’ospedale alla Fiera di Milano, nell’ottica di poter gestire un potenziale afflusso di pazienti necessitanti cure da terapia intensiva.

La Campania chiede il coprifuoco notturno

Anche il governatore campano Vincenzo De Luca ha dichiarato di aver chiesto di poter attivare il coprifuoco dalle ore 23 di venerdì.

Per quanto riguarda le attività scolastiche, in Campania le lezioni in presenza ricominceranno da lunedì, e si pensa all’attivazione di progetti speciali per disabili e autistici. De Luca ha di recente visitato il Covid residence dell’ospedale del Mare ed in quella sede ha dichiarato: “C’è stata una riunione poco fa tra l’assessore alla scuola Fortini e le organizzazioni scolastiche che hanno concordato sulle misure per la scuola su cui anche il Tar ci ha dato ragione.

Ovviamente per le elementari i dirigenti scolastici devono rivolgersi alle Asl per garantire che ci siano condizioni di sicurezza. Il presupposto per riaprire deve essere la garanzia delle condizioni sanitarie e questa garanzia non può essere scaricata sui presidi ma sulle Asl”.

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