giuseppe conte

Di questi momenti le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte che è tornato a rivolgersi alla nazione per esporre tutte le nuove misure di sicurezza adottate per contrastare questa seconda e preoccupante nuova ondata di contagi di Coronavirus.

Di ieri la pubblicazione di una bozza contenente le nuove strette del governo che fondamentalmente hanno diviso l’Italia in 3 diverse aree: zone rosse – le zone ad alto rischio – le zone arancioni e le zone gialle. Una ripartizione basata sui dati indicati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Il nuovo Dpcm: cosa cambia dal 6 novembre

Molte delle misure di sicurezza adottate dal Governo erano ormai già note da ore: dal coprifuoco al divieto di entrata e uscita dalle regioni “rosse”, dalla sospensione dei servizi di ristorazione alla possibilità di spostarsi invece all’interno delle zone “gialle”.

Non per tutta Italia sono uguali le regole entrate in vigore e in un semi-lockdown entreranno, da venerdì 6 novembre, solamente alcune specifiche aree ritenute più esposte al rischio. E anche su questo punto risulta esserci una novità: dal principio le nuove misure di sicurezza si presupponeva sarebbero entrate in vigore a partire da giovedì 5 novembre ma, come filtrato da Palazzo Chigi: “Tutte le nuove misure previste dall’ultimo Dpcm, quelle riservate alle aree gialle, arancioni e rosse, saranno in vigore a partire dal venerdì 6 novembre“.

Giuseppe Conte: “Dobbiamo necessariamente intervenire

L’indice Rt che segnala la criticità di trasmissione del virus è aumentato fino a 1,7, in media nazionale, alcune regioni dunque hanno un Rt ancora superiore – dichiara Giuseppe Conte al principio del discorso alla nazione presentando il nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal prossimo 6 novembre – [..] Dobbiamo necessariamente intervenire in attesa di poter disporre quanto prima di vaccini e terapie risolutive.

Disponiamo di un piano di monitoraggio molto articolato che è la bussola che ci indica dove intervenire e come farlo“. Spiegando perché dividere l’Italia in tre macro aree sfatando così l’ipotesi di un lockdown generalizzato, sempre Conte: “Abbiamo distinto in 3 aree: gialla arancione e rossa, ciascuna con proprie misure restrittive. Proprio poco fa il ministro Speranza ha adottato un’ordinanza che ha individuato le regioni più critiche“.

L’area gialla: aperti bar e ristoranti fino alle 18, vietati spostamenti dalle 22 alle 5

Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto

Queste le misure restrittive che entreranno in vigore dal 6 novembre nell’area gialla, a bassa criticità: “Vietati gli spostamenti dalle 22 alle 5 del mattino salvo comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Anche durante il giorno raccomandiamo di limitare gli spostamenti se non per salute, lavoro studio o necessità. Nei giorni festivi e prefestivi chiudono i negozi nei centri commerciali – aggiunge Conte, ad eccezion fatta per edicole, farmacie, tabacchi – chiudono musei, mostre.

Per la scuola si passa alla DAD (didattica a distanza) per le scuole superiori di secondo grado. Continuano le lezioni in presenza per le scuole d’infanzia, quelle elementari e le medie. Per l’università si passa necessariamente alla modalità a distanza, sospese le prove scritte in presenza per concorsi pubblici e privati con alcune eccezioni come le abilitazioni per i medici. Per i mezzi di trasporto è consentito il riempimento solo per il 50%“. Per quanto riguarda bar e ristoranti: le attività permangono aperte fino alle 18 mentre per l’asporto sempre le 22.

L’area arancione: Puglia e Sicilia a criticità medio-alta

In queste zone, spiega Giuseppe Conte, è vietato circolare dalle ore 22 alle 5 del mattino salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. “In aggiunta è vietato spostarsi in entrata e in uscita da una regione all’altra e da un comune all’altro se non per usufruire dei servizi non disponibili dove si risiede. In queste regioni chiudiamo bar e ristoranti 7 giorni su 7“, conclude Conte confermando però le attività d’asporto fino alle 22.

L’area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta

Nelle regioni ad alta criticità le misure sono più restrittive e ricalcano quelle emanate durante il lockdown dello scorso marzo.

Da venerdì sarà vietato ogni spostamento anche all’interno del proprio comune in qualsiasi orario così come ci si potrà spostare da una regione all’altra o da un comune all’altro. Chiudono, come nella zona arancione, bar e ristoranti ma continuano le attività d’asporto fino alle 22. Chiudono anche tutti i negozi se non quelli che si occupano della vendita di beni necessari o di prima necessità. “Negli uffici pubblici si lavora in presenza solo per attività indifferibili – spiega Conte – Mentre per la scuola la didattica a distanza è prevista anche per le classi di seconda e terza media.

Restano dunque aperte solo le scuole per l’infanzia, le scuole elementari e la prima media“. Come per la zona gialla permangono chiusi i musei, le mostre, i teatri e i cinema mentre per i mezzi di trasporto è consentito il riempimento solo fino al 50%. 

Giuseppe Conte: “La pandemia corre ovunque, non ci sono regioni che possono sottrarsi

Avrete notato che non ci sono regioni nelle aree verdi, la pandemia corre ovunque – le parole di Giuseppe Conte in diretta da Palazzo Chigi – quindi non ci sono regioni che possono sottrarsi ai nuovi regimi di misure restrittive.

Il nuovo Dpcm entrerà in vigore venerdì 6 novembre fino al 3 dicembre“. Misure che potrebbero essere allentate qualora si notassero condizioni di stabilità: “Se una regione dovesse rientrare in condizioni di stabilità per non meno di 14 giorni potrà essere assoggettata a un regime di misure meno restrittive“.

Infine Conte si rivolge alla popolazione alla luce delle nuove misure di sicurezza adottate: “Non abbiamo alternative, dobbiamo congelare l’impennata della curva di contagio. Comprendiamo il disagio, la frustrazione ma dobbiamo tenere duro siamo già all’opera per mitigare le ripercussioni negative che queste misure avranno sull’economia.

Porteremo un nuovo decreto legge che garantirà la pronta erogazioni di indennizzi. Un decreto ristori-bis“. 

Dalle autocertificazioni alle visite ai congiunti

Nelle aree in cui sono vietati gli spostamenti se non per comprovate esigenze lavorative, di studio o necessità sarà dunque necessario motivare i propri spostamenti attraverso apposite autocertificazioni. Sul tema, Giuseppe Conte: “Quando c’è la raccomandazione – come nell’area gialla – non va offerta nessuna autocertificazione e confidiamo che le misure vengano rispettate“. Quanto invece alle visite ai congiunti: “Noi come sapete abbiamo messo la raccomandazione già da tempo che non si va a trovare i parenti perché è un’occasione di contagio – spiega Conte interrogato sulle visite ai familiari – ovviamente le restrizioni sono adottate nell’area rossa, dove l’uscita di casa va motivata.

C’è sempre la raccomandazione anche per le aree gialle di non andare in altre abitazioni dove si incontrano persone non conviventi e si creano situazioni di pericolo“.

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