Trump-Biden i candidati alle elezioni presidenziali americane

Il giorno più atteso dell’anno è arrivato, per gli americani è Election Day, dove tutta l’attenzione dei cittadini dall’emergenza Covid-19 sarà polarizzata su chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti, il 46°, tra Donald Trump, presidente uscente e Joe Biden, ex vicdepresidente durante l’amministrazione Obama.

Entrambi i canditati hanno votato e concluso la loro campagna elettorale invitando i cittadini a recarsi ai seggi. Un’elezione molto sentita, forse più di quella di quattro anni fa quando, nel 2016, nello scontro tra Hilary Clinton e Donald Trump a perdere all’ultimo minuto fu la candidata democratica.

Uno shock per i Dem che non si aspettavano una
débâcle talmente inattesa dalla quale hanno impiegato anni a riprendersi, dimostrando come nelle elezioni americane nulla è scontato fino alla fine.

Elezioni Usa: 2020 chiusura dei seggi

In attesa della prima chiusura dei seggi, prevista intorno all’una ora italiana, alcuni dati sono già arrivati. Sono 100milioni i cittadini che hanno già espresso il loro voto tramite posta. Al momento in testa nei sondaggi, il favorito è Joe Biden, che corre insieme a Kamala Harris candidata alla vicepresidenza.

Il tweet di Biden

Nonostante le preferenze blu, l’umore del Presidente Trump sembra alto come ha reso noto lui stesso con quello che sarà il primo tweet della lunga notte: “Stiamo bene, siamo messi davvero bene, tutto il Paese va alla grande” ha scritto. Poco prima invece il rivale ha invitato gli elettori che ancora non si sono espressi a votare, recandosi nei seggi più vicini.

Il tweet di trump

Trump svelato (grazie alla scienza del linguaggio)

Cosa aspettarsi dalla notte elettorale

Mentre iniziano a chiudere i primi seggi, negli Stati del Kentucky e dell’Indiana, c’è l’attesa dei primi exit poll.

Una portavoce del Presidente Trump ha fatto sapere che si aspetteranno ritardi. I prossimi seggi chiusi saranno quelli della Virgina e della Georgia, altro Stato chiave. A seguire: Ohio, West Virginia, North Carolina, Florida e Pennsylvania, Arizona, Michigan, Minnesota, Texas e Wisconsin.

Intorno alle 4 del mattino (ora italiana) dai primi exti poll i dati daranno un quadro chiaro di chi sarà in testa.

Election day: gli Stati chiave

Ogni volta che ci si trova di fronte alle elezioni presidenziali americane si parla di Stati chiave. Si tratta degli Stati che hanno un peso politico maggiore per grandezza geografia e per rappresentanza.

Nelle elezioni presidenziali si eleggono anche i cosiddetti Grandi elettori e alcuni Stati ne hanno di più rispetto ad altri.

Molti di questi sono Stati in cui si eleggono i grandi elettori, il più osservato è la Pennsylvania dove se ne votano 20. I sondaggi al momento oscillano tra i due candidati.

Un esempio di mappa degli Stati Uniti con i numeri dei Grandi Elettori. 
Non si tratta di un prospetto reale
Shutterstock
Un esempio di mappa degli Stati Uniti con i numeri dei Grandi Elettori.
Non si tratta di un prospetto reale
Shutterstock

In totale sono 538 i voti dei grandi elettori per tutti gli Stati, per vincere ce ne vogliono 270 minimo.

Come sopra, gli Stati chiave sono quelli a maggior numero di elettori. Quest’anno alcuni Stati eleggono i governatori: sono Delaware, Indiana, Missouri, Montana, New Hampshire, North Carolina, North Dakota, Utah, Vermont, Washington, West Virginia. Le più combattute sono Montana, Missouri e North Carolina.

Chi sono i grandi elettori

Si tratta dei rappresentanti in Parlamento per ogni Stato, calcolati in base al censo: tendenzialemnte sono 2 senatori e i deputati al congresso.

Gli Stati più importanti:

  • Pennsylvania: 20
  • Ney York: 29
  • Florida: 29
  • Texas: 38
  • California: 55
  • Illinois: 20
  • North Carolina: 15
  • Georgia: 16

Donald Trump o Joe Biden: chi vincerà?

Le elezioni americane 2020 sono molto più complicate rispetto al solito, complice l’emergenza Coronavirus che ha rallentato le procedure di voto e di scrutinio, con la possibilità del voto via posta. Impossibile prevedere quale tra i due candidati vincerà, stando ad alcuni pronostici non è neanche detto che ci sia un risultato alla fine della lunga notte elettorale, come già annunciato dallo Stato della Georgia.

Tra gli elementi più interessanti da tenere d’occhio è come è cambiato l’elettorato rispetto a quattro anni fa. Nel 2016 erano circa il 71% e tra queste la maggior parte erano donne bianche, ora sarebbero scese al 50%.

Invece per quanto riguarda i Dem, il punto di forza è l’elettorato laureato, che quest’anno si aggira intorno al 45%.

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