Controlli di Polizia sui Navigli a Milano

Multe salate e carcere per chi non rispetta le nuove regole per il contenimento dei contagi. I cittadini dovranno tornare a usare l’autocertificazione (ma non tutti allo stesso modo), mentre i proprietari di bar e ristoranti dovranno stare attenti a rispettare orari e limiti nel numero di clienti.

Multe fino a 5mila euro e fino a 18 mesi di carcere

“Non abbiamo alternative, dobbiamo congelare l’impennata della curva del contagio”: così Giuseppe Conte ha spiegato le ragioni delle nuove regole del Dpcm del 4 novembre. I cittadini, dunque, si dovranno adeguare alle nuove regole, chiaramente a seconda della zona in cui si trovano.

Torna l’autocertificazione, che andrà utilizzata per ogni spostamento all’interno delle zone rosse, anche nello stesso Comune. Necessaria per andare fuori dal Comune in zona arancione, mentre durante il coprifuoco tra le 22 e le 5 in zona gialla.

Sanzioni da 280 a 560 euro (in caso di recidiva) per chi si muove senza una ragione valida. Coloro che, invece, violeranno la quarantena rischieranno l’arresto da 3 a 18 mesi più una multa da 500 a 5mila euro.

Non solo i supermercati: chi rimane aperto anche nelle zone rosse

L’Italia, come sappiamo, è al momento divisa in tre zone: rosse (Calabria, Piemonte, Lombardia e Valle D’Aosta), arancioni (Puglia e Sicilia) e gialle (le restanti regioni). Nel corso del lockdown per ogni zona ci saranno regole diverse. Alcuni servizi, però, resteranno aperti anche nelle zone rosse.

A differenza dello scorso lockdown, infatti, non saranno solo generi alimentari, farmacie, edicole e tabacchi a restare aperti. Si è ritenuto infatti necessario permettere l’apertura anche a: enoteche (con licenza alimentare), negozi di informatica, parrucchieri, negozi di abbigliamento sportivo e per bambino, negozi di intimo, profumerie, fiorai, negozi di biciclette, concessionarie auto e lavanderie.

Per recarsi in questi luoghi, però, sarà necessario specificarlo nell’autocertificazione – in particolare se si risiede nella zona rossa. Le forze dell’ordine, nel caso non la si avesse con sé, ne hanno copia, ma si riservano sempre il diritto di fare le opportune verifiche della veridicità di quanto dichiarato.

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