Mario Cerciello Rega

Prosegue il processo per la morte del Carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate nel luglio del 2019. Sul banco degli imputati ci sono Natale Hjorth e Finnegan Elder Lee, i due giovani che quella tragica notte si sono scontrati con Cerciello Rega e il collega Andrea Varriale. Una volta arrestati, hanno fatto molto clamore le immagini di uno dei due fermati, bendato in caserma. Ora parla proprio il Carabiniere che lo ha bendato.

L’omicidio di Mario Cerciello Rega

Non è per nulla scontato l’esito del processo contro Natale Hjorth e Finnegan Elder Lee.

Di certo sembra solo esserci l’esito di quella tragica notte, che è costata la vita a Mario Cerciello Rega. Chiamato nel quartiere Trastevere per una presunta estorsione dei 2 giovani ai danni di un pusher/informatore, non è chiaro se Cerciello Rega e il collega si siano identificati come Carabinieri, perché non avessero con sé l’arma e molti altri dubbi. Non aiutano inoltre i molti elementi di presunti abusi d’autorità da parte dei Carabinieri verso i 2 giovani arrestati.

Durante il processo di oggi, è stato sentito il Maresciallo Fabio Manganaro, l’uomo che quella notte bendò Natale Hjorth, Proprio lui, in qualità di testimone assistito, ha confessato il perchè di quel gesto che ha causato una vera bufera attorno alla Caserma.

Perché Natale Hjorth è stato bendato

Il militare è attualmente sospeso dal servizio e, riportano le fonti, sotto indagine per il reato di misure di rigore non consentita dalla legge. Bendare uno dei due assassini di Cerciello Rega, insomma, potrebbe costargli caro ed essere una carta fondamentale per la difesa. In aula, Manganaro ha dichiarato che quella notte in caserma “la tensione era elevatissima, c’era un gran vociare, c’erano urla, Natale tentò anche di divincolarsi dalla presa di un maggiore, era agitato“.

Lo stesso, poi, incrociò anche il collega di Cerciello Rega: “disse ‘è lui, è lui’ e provò a scagliarsi contro e io mi frapposi. C’era agitazione, vidi Elder in piedi in corridoio con accanto un collega che mi disse che stava lì per farlo calmare perché al suo arrivo era stato oggetto sputi“.

Da qui, secondo le dichiarazioni riportate da SkyTg24, la decisione di Fabio Manganaro di bendare Natale Hjorth.

Notai un foulard appeso all’appendiabiti e lo bendai. Il mio scopo era quello di riportare alla calma il soggetto. E in quella circostanza dissi a Natale che se si fosse tranquillizzato gli avrei tolto la benda e anche le manette, cose che poi ho fatto. Nessuno mi disse di sbendarlo” avrebbe dichiarato.

Le parole della moglie di Cerciello Rega

Al processo, è stata sentita sentita anche Maria Rosaria Esilio, moglie del Carabiniere ucciso. La donna, ha raccontato con difficoltà cosa fosse successo quella sera: “Arrivo in ospedale dal lato del pronto soccorso. C’è una discesa, erano tutti lì.

 Sono andata dritta vicino alla porta e c’era il comandante Ottaviani e mi disse che lo stavano operando. In quel momento è uscito l’infermiere e mi ha dato i suoi oggetti, la fede, una catenina con crocifisso e un bracciale“.

Mi dissero che non avevano potuto fare nulla e che Mario era morto – ha poi aggiunto – Gli ho dovuto chiudere gli occhi perché me lo avevano ucciso. Gli ho dato l’ultimo bacio”.

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