Iniezione di un vaccino nel braccio di una bambina

È di ieri la notizia della dimostrata efficacia al 90%, nella prevenzione del virus Sars-Cov-2, del vaccino creato e prodotto da Pfizer e BioNTech.

Il vaccino creato è di grandissima avanguardia: se funzionasse sarebbe il primo di una nuova generazione di vaccini, ma non mancano alcuni aspetti complessi nella sua produzione e somministrazione.

Il vaccino di Pfizer si basa sul metodo di produzione che parte dall’RNA-messaggero. Si tratta di una tecnica di produzione piuttosto semplice e veloce: il vaccino, una volta inoculato nell’organismo, stimola infatti la produzione di anticorpi che vadano ad attaccare la proteina Spike del virus, impedendo di fatto la diffusione dell’organismo.

Come è fatto il virus

La proteina Spike è infatti la chiave di diffusione del Sars-Cov-2. Il virus è infatti di costruzione piuttosto semplice: ha un nucleo di RNA e proteina N, ed al di fuori presenta un involucro esterno sul quale si trovano le proteine. Di queste proteine la più importante è quella fatta a spina (Spike Protein), presente su tutta la superficie del virone (ovvero della cellula) ed ha la funzione di “agganciarsi” alle cellule dell’organismo, e poi diffondersi nello stesso.

Come funziona l’RNA messaggero

L’RNA messaggero inoculato nel vaccino trasporta informazioni sulla Spike Protein, che una volta nell’organismo genereranno una risposta immunitaria. 

Se le Spike Protein vengono private del loro potere, il virus non si può diffondere.

Come viene trasportato il vaccino

Come già specificato, questo vaccino è facile da produrre, ma meno facile da trasportare. Richiede infatti di essere conservato a una temperatura di -80 gradi centigradi, e che la catena del freddo non s’interrompa nel momento in cui il vaccino viene fatto viaggiare di Paese in Paese.

Ad esempio, in Italia sono solo due gli aeroporti a cui possono essere inviati vaccini e farmaci, e nessuno dei due aeroporti prevede l’utilizzo di sistemi di refrigerazioni che tocchino quelle temperature. Si sta dunque cercando di trovare il modo per rendere il vaccino più resistente, di modo che possa mantenersi attivo anche a temperature più moderate.

L’Italia ha già prenotato il vaccino?

L’Italia si è comunque già mossa per assicurarsi che, di qualunque vaccino si tratti, si possano avere delle dosi per il nostro Paese.

Per quanto riguarda il vaccino della Pfizer, un accordo stipulato da Ursula Von Der Leyen prevede che possano arrivare circa 200 dosi in una prima fase. Per l’altro vaccino che risulta essere promettente in questo momento, quello prodotto da AstraZeneca in collaborazione con Oxford, essendo l’Italia Paese promotore avrebbe l’assicurazione di ottenere 400 milioni di dosi in prima battuta.

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