Papa Francesco davanti ad un leggio

Pochi giorni fa la Santa Sede ha pubblicato il rapporto sulle indagini effettuate in merito alle accuse di abusi sessuali a carico dell’ex cardinale Theodore McCarrick.

Il caso McCarrick rappresenta una delle pagine più cupe della storia recente della Chiesa cattolica, ed è al contempo un esempio di come il pontificato di Papa Francesco abbia imposto una severa disciplina contro i casi di abusi all’interno della Chiesa. McCarrick, dopo le ultime formali accuse da parte di vittime identificate arrivate nel 2017, è stato sottoposto a processo canonico e poi ridotto allo Stato laicale, in seguito alla perdita, su decisione di Papa Francesco, della carica cardinalizia.

Il rapporto McCarrick: indagini e testimoni

Sono stati necessari due anni di interrogatori e ricerche approfondite sul campo per portare a termine le indagini sull’ex Cardinale McCarrick ed i (al tempo) presunti abusi a danni di preti di minore età.

Nel lungo rapporto redatto (si parla di 461 pagine di testimonianze ed approfondimenti) si va da una narrazione della vita ecclesiastica e della carriera di McCarrick e del rapporto che egli ha avuto con gli ultimi Papi, da Paolo VI a Papa Francesco.

Le 90 interviste testimoniali ed i numerosi elementi venuti a galla hanno permesso di comprendere come da decenni fossero emersi tentativi di denuncia all’interno della Chiesa da parte di preti a lungo rimasti anonimi, che raccontavano delle violenze subite da parte di McCarrick ai loro superiori all’interno della diocesi, e di come spesso non si tenne conto di tali testimonianze, ritenute poco affidabili e troppo vaghe.

Giovanni Paolo II ricevette informazioni incomplete

Si legge nel rapporto ad esempio che, al momento di dover decidere per la nomina di McCarrick a cardinale, Giovanni Paolo II volle andare a fondo ascoltando le testimonianze di 4 vescovi del New Jersey, che però non parlarono di condotte abusive.

Pur ammettendo che pare che il (futuro) cardinale aveva avuto incontri intimi con seminaristi e giovani preti, non ci sarebbe stata condotta violenta. Si legge nel rapporto: “Ciò che si sa ora, grazie alle indagini compiute per la preparazione del Rapporto, è che tre dei quattro Vescovi americani fornirono alla Santa Sede informazioni non accurate e, inoltre, incomplete circa la condotta sessuale di McCarrick con giovani adulti.17 Queste informazioni inesatte sembrano aver probabilmente influenzato le conclusioni dei consiglieri di Giovanni Paolo II e, di conseguenza, dello stesso Giovanni Paolo II”.

Al di là delle accuse anonime pervenute fino a quel momento, si legge infatti che “McCarrick fu ampiamente lodato come Vescovo pastorale, intelligente e zelante, e non emersero informazioni credibili che suggerissero una condotta scorretta da parte sua”.

Papa Francesco e McCarrick

Anche alla nomina papale di Francesco I, gli elementi forniti al nuovo Papa non fecero sorgere particolari sospetti: All’epoca della sua elezione nel marzo 2013, Papa Francesco non aveva mai sentito voci relative alla condotta passata di McCarrick e ignorava che McCarrick in precedenza avesse ricevuto indicazioni di cambiare residenza, ridurre al minimo i viaggi o ridimensionare il suo profilo pubblico.1205 Nelle loro conversazioni successive all’elezione di Papa Francesco, il Papa emerito e il nuovo Papa non hanno mai discusso di McCarrick”.

Le cose cambiarono nel 2017 quando l’arcidiocesi di New York ricevette la prima denuncia con vittima identificata e per la prima volta le accuse furono ritenute valide. Subito dopo quell’episodio ed il conseguente avvertimento delle autorità locali. Papa Francesco ha ordinato immediate indagini, che hanno portato ad un processo canonico ed alla riduzione allo stato laicale di McCarrick.

Il Cardinale di Stato: “Avrà degli effetti”

Il Segretario di Stato Pietro Parolin ha così commentato la recente pubblicazione del rapporto: “Il Rapporto avrà degli effetti anche in questo: nel rendere tutti coloro che sono coinvolti in tali scelte più consapevoli del peso delle proprie decisioni o delle omissioni. Sono pagine che ci spingono a una profonda riflessione e a chiederci che cosa possiamo fare di più in futuro, imparando dalle dolorose esperienze del passato”.

Anche Papa Bergoglio ha voluto commentare la pubblicazione, volgendo la sua attenzione alle vittime di abusi: Rinnovo la mia vicinanza alle vittime di ogni abuso e l’impegno della Chiesa per sradicare questo male”.

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