volante dei carabinieri

Sangue in famiglia nel Casertano, dove un uomo di 34 anni avrebbe sparato alla moglie, uccidendola, dopo averla portata in una zona di campagna. Compiuto l’omicidio, avrebbe chiamato i carabinieri e li avrebbe condotti sulla scena del crimine in cui è stato ritrovato il corpo.

San Felice a Cancello: uccide la moglie e si costituisce

Orrore nella mattinata di ieri, 11 novembre, a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta: un 34enne si sarebbe costituito con una telefonata ai carabinieri dopo aver ucciso la moglie, 30 anni, in una zona di campagna nei pressi della frazione di Cancello Scalo.

Secondo quanto ricostruito finora, l’uomo avrebbe portato la vittima in quell’area a bordo di un’auto, prima di farla scendere e compiere il delitto. Sarebbero 5 i colpi di pistola sparati a bruciapelo, una pioggia di fuoco da cui la donna non avrebbe avuto scampo finendo per morire sul posto.

La confessione del marito

Poco dopo l’omicidio, il marito sarebbe tornato a casa e avrebbe telefonato ai carabinieri per fare la sua confessione. Giunti nell’abitazione, i militari lo avrebbero arrestato e si sarebbero immediatamente recati sulla scena del crimine, che lo stesso 34enne avrebbe indicato nel corso del suo racconto agli inquirenti.

Vicino al cadavere della donna, stando alle informazioni trapelate nell’immediatezza dell’accaduto, sarebbe stata rinvenuta anche l’arma del delitto, una pistola.

Si indaga sul movente

Nella cornice del dramma, il movente non sarebbe ancora del tutto a fuoco, e la pista della presunta gelosia spunta tra quelle che sarebbero ora al vaglio dei carabinieri di Maddaloni. Nella telefonata, fatta ai militari poco dopo aver ucciso la moglie, l’uomo avrebbe dichiarato di aver agito in seguito ad una lite.

Secondo le informazioni diffuse da La Stampa, la coppia avrebbe un figlio. Oltre alle dichiarazioni del reo confesso, gli inquirenti starebbero raccogliendo anche quelle di parenti e amici dei due, potenzialmente utili a fornire elementi di interesse nella ricostruzione del dramma.

Il delitto di San Felice a Cancello si consegna alle cronache pochi giorni dopo il caso di Carignano: a uccidere in famiglia, in una villetta dell’hinterland torinese, sarebbe stato un 40enne che, dopo aver sparato alla moglie, ai loro gemellini di 2 anni e al cane, si sarebbe tolto la vita con la stessa arma.

L’unica sopravvissuta all’orrore di quell’alba di sangue tra le mura domestiche, la piccola Aurora, non ce l’ha fatta ed è morta 2 giorni dopo la mamma e il fratellino. Inutili gli sforzi dei medici del Regina Margherita di Torino per salvarla.