Bare dei vigili del fuoco morti a Quargnento

È il momento di un nuovo, inaspettato momento di dolore per le famiglie delle vittime dell’esplosione di Quargnento, in provincia di Alessandria, avvenuta un anno fa e che costò la vita a 2 pompieri ed un carabiniere.

La sera dell’esplosione a Quargnento

Nella notte tra il 4 ed il 5 novembre 2019, una squadra di vigili del fuoco accorse in un cascinale disabitato di Quargnento, vicino ad Alessandria, a causa di un incendio. Quello che i pompieri non sapevano è che il proprietario del cascinale, Giovanni Vincenti, aveva legato insieme 5 bombole del gas e le aveva collegate ad un innesco, creando una vera e propria bomba.

L’ordigno era esploso proprio mentre i vigili del fuoco procedevano con lo spegnimento dell’incendio: sul posto vi erano anche dei carabinieri. Nell’esplosione morirono in 3: Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo. 3 vigili del fuoco rimasero feriti.

Condannati i proprietari del cascinale

A luglio Giovanni Vincenti ed Antonella Patrucco, proprietari della cascina, sono stati condannati a 4 anni di carcere con rito abbreviato per crollo doloso, lesioni e truffa.

Una sentenza ben lontana dalla richiesta dell’accusa, che avrebbe voluto una condanna a 18 anni (che sarebbero divenuti 12 con l’abbreviato).

Oggi sono state rese note le motivazioni di quella sentenza, che hanno sconvolto gli animi dei familiari delle vittime. Si attribuisce infatti alle decisioni dei pompieri una responsabilità che avrebbe indirettamente portato alla loro morte: nelle motivazioni di sentenza, riprese da Il Corriere della Sera, si legge infatti che Giuliano Dodero, il caposquadra, “nonostante fosse stato informato dai carabinieri che gli immobili erano disabitati, ha dato disposizione agli altri membri di avvicinarsi e di farvi ingresso, in tale modo contribuendo, in maniera imprudente, al verificarsi dell’ evento lesivo”.

La reazione dei familiari

Le motivazioni sono state lette come uno schiaffo in faccia per i parenti delle vittime e per i coinvolti (Dodero fu ferito nell’esplosione). 

La moglie di Matteo Gastaldo, Elisa, ha infatti dichiarato -come riporta TgCom: A me sembra uno sfregio inutile. L’ho trovata una sentenza altezzosa, che a priori rifiuta di capire il mestiere di mio marito e dei suoi colleghi. È tutto molto illogico. E per tutti noi, molto doloroso”.

Dello stesso parere è anche il procuratore di Alessandria, Enrico Cieri: “Parole incomprensibili, i pompieri fecero un lavoro encomiabile”.

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