ambulanza coronavirus

Sono giornate cruciali quelle che sta vivendo l’Italia. Le misure anti-covid si fanno via via più stringenti e sempre più regioni stanno diventando zona rossa e sul sistema sanitario la pressione si fa via via più forte. Nonostante i numeri tornati altissimi e l’allerta posti letto in ospedale ai massimi, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio Superiore di Sanità arrivano dichiarazioni confortanti per quanto riguarda le sorti del Paese.

Intanto, nel bollettino del 14 novembre si registra un lieve abbassamento dei positivi, ma i decessi restano purtroppo altissimi.

Il bollettino del 14 novembre

Sono 37.225 i nuovi casi di Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore, su 227.695 tamponi.

Un sospiro di sollievo rispetto alla giornata di venerdì. Ancora alto, però, il numero dei decessi, 544 per un totale, dall’inizio dell’epidemia di 44.683 persone. Gli attualmente positivi raggiungono una quota totale di 688.435 persone, 24.509 solo nella giornata di sabato.

Aumentano di 76 i ricoveri in terapia intensiva, per un totale di 3.306 casi totali. I guariti sono 12.916 per un totale di 411.434. Dall’inizio dell’epidemia in Italia 1.144.552 persone hanno contratto il Coronavirus.

Posti letto in ospedale: superata la soglia d’allarme

A far paura non è solo il virus, ma la soglia massima di accoglienza di pazienti in ospedale. La pressione sul sistema sanitario si fa sempre più opprimente e l’Agenas- Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali lancia l’allarme. La soglia di criticità è stata fissata al 40%, al momento sono 14 le Regioni dove questo dato è stato ampiamente superato. Sono infatti 30.914 su 62.370 i posti letto occupati in tutta Italia.

Due settimane per tirare il fiato

Come accennato, le prossime saranno due settimane cruciali per il Paese.

L’Italia, grazie alle norme sempre più stringenti, potrebbe davvero riuscire a ridurre l’indice Rt e a ridurre al minimo la situazione critica. La curva dei contagi sta lievemente scendendo, come riferito dal CTS dopo l’analisi dei dati svolti in cabina di regia, l’indice è passato da 1,7 a 1,4 ma è ancora troppo presto per cantare vittoria.

Al momento la parola chiave è cautela e, nonostante l’iniziale decelerazione della curva bisogna ancora attendere: “La suddivisione per colori dell’Italia sta portando i suoi primi frutti” ha spiegato Franco Locatelli, “permette di riuscire a gestire una situazione che comunque rimane critica”.

Ora tra le priorità ci devono essere gli ospedali, che necessitano di essere decongestionati al più presto.

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