Tavola di Natale

Natale è quasi alle porte, ma la luce in fondo al tunnel della pandemia ancora è lontana. Nonostante la notizia incoraggiante del vaccino efficace al 90%, dobbiamo ancora attendere per lasciarci il coronavirus alle spalle. E, per il momento, conviverci e fare il possibile per salvaguardare la salute di tutti e la tenuta del sistema sanitario. Ma con l’arrivo delle festività natalizie, cosa dobbiamo aspettarci? Cosa potremo e non potremo fare? Secondo le prime indiscrezioni, il governo starebbe preparando un “dossier Natale”. La Vigilia e il 25 dovremmo poter pranzare e cenare con pochi intimi, rispettando le misure di sicurezza di base: mascherine, distanziamento.

Intanto, anche se la divisione del Paese per fasce di colore portasse tra un mese a un calo dei contagi, tutti escludono un “Liberi tutti”. Come spiegano gli scienziati, protagonisti mediatici di quest’annata fuori dal comune, non possiamo ripetere gli errori di quest’estate.

Galli: “Se Natale sarà come Ferragosto, non ne usciamo più”

Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, si è sempre distinto per il suo crudo realismo. Non ha mai indorato la pillola, fin dall’inizio della pandemia, sottolineando la gravità della situazione e la necessità della collaborazione di tutti per uscire dalla pandemia.

Per questi motivi, la sua posizione sul Natale rimane in linea con le precedenti: “Abbiamo fatto un’estate come quella che abbiamo fatto e il Ferragosto è diventato un elemento di grande amplificazione dell’epidemia. Natale e Capodanno sono grandi feste, se le affrontiamo con lo stesso spirito di Ferragosto non ne usciamo più”, ha dichiarato Galli a Sky TG24. Per l’infettivologo milanese, anche se chiudessimo tutto ora per riaprire a Natale, “è evidente che comunque la riapertura non sarà quella che può consentire alle persone di andare a cenoni e veglioni”.

Pregliasco: “Natale senza nonni”

Anche Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi, è sulla stessa lunghezza d’onda. In un’intervista a La Stampa, Pregliasco afferma: “A Natale pranzi e cene senza nonni, non possiamo ripetere gli errori estivi. Nei giorni scorsi, al Giornale, aveva invitato inoltre la politica a non “sdrammatizzare la situazione, come successo in estate, per rilanciare l’economia. Questo non deve assolutamente succedere. Adesso bisogna organizzarsi per la terza ondata che arriverà a febbraio”.

Non abbassare la guardia, dunque, portare pazienza e attendere i dati delle nuove misure introdotte dal governo. Se i Dpcm avranno funzionato o meno nel tamponare la curva, lo sapremo solo nelle prossime settimane. E allora potremo agire di conseguenza.

Crisanti: “Lockdown totale dopo Natale”

Pareri condivisi anche dal sottosegretario del ministero della Salute Sandra Zampa. “Credo che il Natale sarà ben diverso da quello che abbiamo conosciuto. Non potrei immaginare cenoni, feste nelle piazze, fuochi d’artificio”, ha dichiarato l’esperta a OttoeMezzo, su La7. L’epidemiologo Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità della Regione Puglia, durante la trasmissione Un giorno da pecora della scorsa settimana ha consigliato tavolate da “non più di 6-7 persone”.

Ancora più drastica la previsione del professor Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova, intervistato a Piazzapulita. “Con queste misure i casi non diminuiranno, il vaccino non verrà distribuito in quantità tali da avere un impatto nei prossimi mesi. Penso che in questo momento si cerchi di scavallare il Natale, per poi fare il lockdown dopo. Totale. Dipende molto dalle prossime settimane. Se il numero dei decessi salirà ancora non credo che potrà essere rimandato il lockdown.

Approfondisci:

Tutto sul coronavirus

Vaccino Pfizer: come funziona, come viene trasportato e quanto ne potremo avere

Coronavirus, oltre 40.000 nuovi casi: altre 2 Regioni diventano zona rossa