Giuseppe Conte con la mascherina davanti ai microfoni

Nel corso degli Stati Generali del M5S, rimandati dallo scorso marzo a causa del Covid-19, è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte. Per due volte Presidente del Consiglio dei governi a maggioranza pentastellata, le parole di Conte sono state di deciso supporto, ma nel suo discorso c’è stata anche qualche velata critica ad alcuni aspetti del Movimento. Tutt’altro tono, comunque, rispetto all’attacco di Alessandro Di Battista.

Giuseppe Conte interviene agli Stati Generali del M5S

Giorni fondamentali per i 5 Stelle, passato in 11 anni da movimento popolare, a primo partito italiano, da opposizione a maggioranza di Governo.

Durante gli Stati Generali verrà deciso il futuro di molti aspetti del Movimento: oltre allo spinoso tema del terzo mandato e della piattaforma Rosseau, i 305 delegati sono chiamati anche a legittimare la guida politica, da un anno nelle mani del reggente Vito Crimi.

In questo clima di confronto ma anche di tensioni, è intervenuto Giuseppe Conte. Il premier ha sottolineato il percorso dei 5 Stelle, elogiandoli come “Comunità tosta“. “Siete nati da un’intuizione – ha detto in collegamento – Avete attuato un progetto che molti credevano velleitario e invece costituisce la più rilevante novità della vita politica italiana degli ultimi anni“.

Conte ha poi elencati le varie battaglie portate avanti negli anni, dagli sprechi alla corruzione, passando per rivoluzione green e innovazione digitale.

La stoccata di Conte ai 5 Stelle

Nel suo discorso, Conte ha riservato anche quella che è suonata come una critica, un messaggio alla frangia più “purista” dei pentastellati, quelli delusi da alcuni cambi di rotta degli ultimi anni. “In questi anni sono state tante le volte in cui sono stato costretto a prendere decisioni sofferte, alcune non mi è sfuggito non sono risultate in linea con le posizioni da voi assunte in campagna elettorale” ha detto il premier.

Conte non si è nascosto: “Sono i momenti in cui siete apparsi disorientati, in cui diciamolo chiaramente si sono create incomprensioni tra di noi“. Quindi, la stoccata: “Nella vita politica ci si imbatte nel dilemma tra le coerenza delle proprie idee e la possibilità di cambiare opinione. Credo sia un dilemma mal posto. La coerenza è un valore, ma quando governi devi affrontare la complessità, valutare tutte le conseguenze, bisogna avere intelligenza e coraggio di cambiare le proprie idee, quando ci si accorge che le nuove sono migliori“.

Il premier ha quindi invitato i 5 Stelle a non avere una linea oltranzista, chiusa a tutto quello che non è previsto in campagna elettorale. Questo perchè: “Se scopri che mantenendo la coerenza rischi di non prendere decisioni giuste, hai l’obbligo morale di cambiare idea“.

Le tre sfide per il M5S secondo Conte

Per Conte, la prova del 9 è riuscire a giustificare in modo coerente il cambiamento di idee. Dopo questo passaggio, ha elencato le 3 sfide che secondo lui attendono ora il Movimento.

La prima, dice, è che “non bisogna mai perdere il contatto con la gente, non come entità astratta ma insieme di persone in carne e ossa con effettivi bisogni“. Quindi, la necessità di “rimettere l’uomo al centro di qualsivoglia politica sociale ed economica“.

Infine, ha invitato i 5 Stelle a continuare la loro lotta agli sprechi, ai privilegi, che ha portato nel recente passato ad un parlamento nuovo, “più snello ma non meno efficiente”

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