medico in ospedale

Sono quasi trascorse 2 settimane dall’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in materia di emergenza Coronavirus. Un decreto che ha sancito nuove restrizioni anti-contagio ridefinendo, di fatto, i “nuovi confini” dentro e fuori dall’Italia. Uno Stivale suddiviso in zone con regole differenti in relazione alla criticità e agli indici di rischio contagio.

I numeri, anche oggi, sono però in linea con il trend negativo già registrato nei giorni precedenti: il bollettino della Protezione Civile con i numeri aggiornati al 18 novembre.

Liguria, Basilicata e Puglia verso la “zona rossa”

Solamente ieri, Sergio Mattarella, parlando in conferenza aveva voluto porre l’attenzione sulla pandemia che non è possibile sottovalutare e che soprattutto continua a minacciare l’Italia e il mondo.

Un virus che divide in un momento in cui solamente l’unione può valere la vittoria. Gli scenari relativi all’emergenza Coronavirus sembrano poter cambiare ancora alla luce dei dati raccolti in questi giorni nei numerosi e quotidiani bollettini: non è fugata l’ipotesi di nuove “zone rosse” e questa le ordinanze potrebbero toccare la Puglia, la Liguria e la Basilicata, al principio valutate come zone di bassa-media criticità.

Oltre 34mila positivi e 753 morti in 24 ore

Sono 34.282 le persone risultate in 24 ore positive al Covid a fronte di 234.834 tamponi effettuati stando al bollettino aggiornato al 18 novembre, cui 7.633 di queste registrate nella sola Lombardia. 1.272.352 le persone in tutto che in Italia, dall’inizio dell’epidemia 11 mesi fa, hanno contratto il Covid di cui 481.967 guariti, 24.169 casi in più registrati oggi. 743.168 le persone attualmente positive al virus, 705.994 di queste in isolamento domiciliare.

Sono invece 33.504 le persone ricoverate con sintomi in ospedale, 430 ricoveri in più rispetto a ieri, e 3.670 quelle in terapia intensiva, 58 unità in più in 24 ore.

Quanto ai morti, anche oggi il numero è al di sopra della soglia 700: 753 i morti registrati oggi per un totale di 34.282 vittime in Italia.

Precipita la situazione in Campania nelle terapie intensive

Cominciamo a dover scegliere chi curare e chi no“, sono state le parole di Pierino Di Silverio, componente dell’esecutivo Anaao-Assomed nazionale nonché vicesegretario regionale Campania che parlando all’AdnKronos ha così descritto la situazione emergenziale nei reparti di terapia intensiva.

Ogni giorno ricevo centinaia di messaggi di colleghi che dicono tutti la stessa cosa: non ce la facciamo più, non è vero che abbiamo ancora posti letto disponibili per pazienti Covid“.

Parole amare che sembrano trovare riscontro anche nelle recenti parole rilasciate da Massimo Galli, direttore di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, uno degli ospedali italiani in prima linea nella battaglia al Coronavirus. “Purtroppo – ha dichiarato sempre all’Adn Galli – vedremo altri morti, le infezioni in cammino producono anche questo. Siamo vicini alla soglia dei 4mila pazienti in terapia intensiva: le rianimazioni, se si svuotano, hanno un ricambio più con i decessi che con le dimissioni“.

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