Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la mascherina

Prosegue l’emergenza Coronavirus in Italia. Il Paese si appresta ad entrare nel nono mese di pandemia e sta affrontando il pieno della seconda ondata: dai dati di oggi, si mantengono stabili i dati, con un lievissimo calo dell’incidenza dei positivi rispetto ai tamponi fatti. Nonostante questo, il Ministro Boccia non esclude che altre Regioni siano a rischio zona rossa, mentre al contrario il premier Conte esclude un Natale fatto di feste e abbracci.

Coronavirus, il bollettino di oggi 19 novembre

Stando a quanto riportato dal Ministero della Salute, da ieri a oggi sono stati effettuati 250.186 tamponi, a fronte dei quali sono stati rintracciati 36.176 contagi da Covid-19.

Rispetto a ieri, sono quasi 2.000 contagiati in più, ma i numeri in realtà fanno emergere che il tasso di positività è calato al 14,5% (-0,1%). Un piccolo segnale che contribuisce a stabilizzare la curva pandemica.

Notizia leggermente incoraggianti, ma pur sempre drammatiche, sul fronte dei decessi da Covid-19 in Italia. Da ieri sono morte altre 653 persone, col totale che si alza così a 47.870 persone dallo scorso febbraio. Allarme anche per le terapie intensive: sono 42 i pazienti ricoverati in più, 106 quelli in ospedale con sintomi più lievi.

Terapie intensive al collasso in 15 Regioni

Un dato, quello delle terapie intensive, sotto stretto controllo e da cui passa molto dell’emergenza italiana. L’Agenas, Agenzia per i Servizi Sanitari, ieri sera ha lanciato l’allarme: sarebbero infatti 16 le Regioni con terapie intensive al collasso, oltre la soglia critica. Secondo i dati riportati, in queste Regioni sono oltre il 42% i posti occupati da soli pazienti Covid-19, mentre il limite fissato dal Ministero è il 30%.

Problemi anche per i ricoveri ordinari: la soglia fissata è del 40%, ma dai dati emerge che i letti occupati da malati Covid negli ospedali è del 51%. La speranza è che la dei guariti di oggi, 17.020, possa contribuire ad alleviare la pressione sul sistema sanitario.

Altre Regioni sono a rischio zona rossa

L’allarme risuona in continuazione, anche dalle parole del Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie a Rai Uno. Francesco Boccia, infatti, ha fatto sapere che fino al 3 dicembre non saranno rivisti i parametri che determinano l’assegnazione delle Regioni alle zone rosse, arancioni o gialle.

Va da sé quindi che “non escludo che ce ne possano essere altre nei prossimi giorni. Questo dipende dai dati del monitoraggio di ogni settimana“.

Nelle ultime ore, sul tema si è espresso anche Giuseppe Conte, che ha parlato all’assemblea dei sindaci, l’Anci. Secondo quanto riportato, il premier ha aperto alla possibilità di ripensare le modalità di assegnazione delle restrizioni, “differenziando all’interno di una Regione le aree più critiche da quelle con un livello inferiore e che non meritano una penalizzazione“. Tutto questo, con meccanismi già presenti nel Dpcm e che prevedono dati oggettivi e la richiesta dei Governatori.

Conte si porta avanti: Natale senza feste e abbracci

Uno dei temi più discussi di questi giorni, è che tipo di Natale sarà per gli italiani, tra restrizioni e richieste di lockdown totali. Sempre all’Anci, riportano le agenzie, Conte è stato chiaro: “Dobbiamo predisporci a un Natale più sobrio rispetto al passato“. Il premier ha aggiunto: “Il governo non ha la palla di vetro, sta rilevando che ci sono alcuni segnali positivi per quanto riguarda l’andamento della curve epidemiologica. Si evidenziano i primi effetti positivi delle misure, ma nemmeno gli scienziati si avventurano a dire quale sarà l’andamento della curva a Natale“.

Nonostante questo, ha messo le mani avanti: “Occorre buon senso. Una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio con un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive: non ce lo possiamo permettere, sarebbe folle“. E conclude: “Ci auguriamo comunque che l’economia possa svilupparsi, che si possano fare acquisti e scambiare doni. Ma non sono pensabili baci, abbracci, festeggiamenti, festoni, festini, indipendentemente dalla curva epidemiologica“.

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