L'esercito esegue tamponi per il Coronavirus

Filtra leggero ottimismo dalle parole dei responsabili dell’Istituto Superiore di Sanità, nella consueta conferenza stampa del venerdì. Il dato più importante è il calo dell’indice Rt, quello che è in grado di determinare in sostanza quando e se è il caso di inasprire le misure contro l’emergenza Coronavirus. Dai dati del bollettino di oggi, 20 novembre invece, si segnala un nuovo aumento del tasso di positività.

Coronavirus, altri 37.242 nuovi casi

Dai dati diffusi dal Ministero della Salute, sono 37.242 i nuovi contagi da Covid-19 in Italia nelle ultime 24h.

Sono emersi dai 238.077 tamponi effettuati: meno di ieri, ma il numero di contagiati per cento tamponi è tornato a salire. Dopo la leggera diminuzione di ieri, oggi si registra un aumento dell’1,2% di questo importante valore; il tasso di positività ora è al 15.6%.

Ancora altissimo il numero di morti: 699 i decessi da ieri, col totale che sale così a 48.569. Sono invece 3.748 le persone ricoverate in terapia intensiva, che contano anche le 36 di oggi; i ricoverati con sintomi lievi di oggi invece sono 347. Infine, il dato dei guariti: 21.035, che vanno a tamponare la situazione degli attualmente positivi, fermo a 777.176.

Rt sotto 1 in 4 Regioni

Buone, o quantomeno incoraggianti notizie, arrivano dal monitoraggio dell’ISS sull’emergenza Coronavirus in Italia. Come riportato nelle scorse ore, infatti, il valore Rt a livello nazionale ora si attesta a 1.18. Un numero in calo, lontano dall’essere sopra l’1.5 e quindi vicino allo scenario 4 di cui si era molto discusso nelle ultime settimane.

La media delle Regioni si attesta quindi tra l’1 e l’1.25, ma ci sono già 4 Regioni in cui l’indice di contagiosità è sotto l’1: sono Lazio, Liguria, Molise e Sardegna.

Questo, determina una riduzione della trasmissibilità, a riprova che le misure e le restrizioni introdotte stanno avendo un loro effetto. “Negli ultimi giorni il numero dei casi comincia ad appiattirsi e questo indica il rallentamento dell’incidenza” ha dichiarato il Presidente Brusaferro. Il Ministro Speranza, intanto, ha rinnovato l’ordinanza per le Regioni in zona rossa e arancione dal 6 novembre: si tratta di Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta.

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La situazione degli ospedali

Nella stessa conferenza, Silvio Brusaferro ha parlato anche della situazione degli ospedali, da sempre punto critico per riuscire a superare la pandemia.

La probabilita di saturazione dei posti letto, anche quelli attivabili, a 30 giorni, si è un po’ allontanata” ha dichiarato il Presidente dell’ISS. Parole che aprono un altro spiraglio di ottimismo, perchè “ci sono segnali di miglioramento“. Meno positivo è stato Gianni Rezza, secondo cui “da una parte possiamo vedere uno spiraglio grazie alle misure in atto, che devono continuare ad essere implementate, dall’altro lato dobbiamo tener duro perché gli indici di occupazione delle terapie intensive non sono positivi e questa situazione può durare anche a lungo“.

La summa del discorso sta forse nelle parole del Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli: “I dati sono evidentemente indicativi di uno spiraglio significativo che si apre, ma questa è una ragione per insistere“. Lo stesso, ha aggiunto: “Dobbiamo evitare di ripetere l’errore dell’estate, quando si è pensato fosse tutto alle spalle“.

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