guido bertolaso con la mascherina

Mentre siamo ancora nel pieno della seconda ondata e mentre la curva dei contagi comincia timidamente a stabilizzarsi, c’è chi già pensa alla terza ondata ed identifica il periodo in cui, presumibilmente, ci travolgerà.

Tra questi c’è Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile, che ha approfondito l’argomento durante un intervento a Radio 105.

Quando sarà la terza ondata di Covid-19

Bertolaso ha tutte le intenzioni di preparare psicologicamente le masse al fatto che l’incubo non è finito, né finirà presto: “Se qualcuno pensa che a Natale saremo tutti liberi dal Covid-19, sbaglia.

Dovremo essere pronti a una terza ondata per febbraio e marzo. Bertolaso al momento è consulente della Regione Umbria per il piano anti-Covid-19. L’ex Capo, già a maggio, parlava di quanto fosse certo l’arrivo di una seconda ondata, e del fatto che il Paese avrebbe dovuto prepararsi, come aveva ribadito in un’intervista a Stasera Italia:Il Paese non è ancora attrezzato per fronteggiare da un punto di vista sanitario questa epidemia e non lo è se ci sarà una terza fase verso ottobre-novembre, perché ci sarà anche l’influenza”.

Covid: il caso Calabria

Le sue parole con il tempo si sono rivelate profetiche: mentre la seconda ondata flagella l’Italia, la paura è che i malati influenzali congestino i pronto soccorsi (i sintomi delle due malattie sono d’altronde molto simili). Al contempo, in alcune regioni la situazione è estremamente critica e disorganizzata: “Siamo un Paese a macchia di leopardo, abbiamo delle eccellenze spettacolari e poi delle realtà tipo la Calabria”. Per l’ex capo della protezione civile, vi è un’enorme responsabilità da parte del governo, soprattutto sullo scandalo Cotticelli: “Se tu metti un uomo tuo a gestire la sanità in Calabria e ce lo metti già due anni orsono, poi scoppia il Covid, tu sai che hai quest’uomo in Calabria come tuo commissario.

Ma tu vuoi chiamarlo, vuoi interrogarlo, vuoi sentirlo su quelle che sono le problematiche del territorio? (…) Se a scoprire che questo non sapeva di essere responsabile è stato un giornalista, significa che nessuno da Roma lo aveva mai controllato, aveva mai verificato quello che stava combinando in Calabria”.

Bertolaso positivo al Covid: l’esperienza vissuta

Nel corso della prima ondata Guido Bertolaso fu in prima persona contagiato, ed ha potuto raccontare la malattia spiegando a quali cure è stato sottoposto: “Io sono stato trattato con clorochina da subito, che è da usare immediatamente e che si è dimostrata efficace, assieme a un cocktail di antivirali”.

L’esperienza di Bertoldo si è conclusa con una guarigione e non ha necessitato di incubazione o terapia intensiva ma è stata comunque traumatica a livello psicologico: È una paura terribile, di una malattia che ancora non si conosce, e che si manifesta con sintomi diversi l’uno dall’altro: è come una roulette russa.

A me è andata bene, anche se ho passato giornate molto difficili, anche attaccato all’ossigeno. È una malattia che se non provi sulla tua pelle, non ne capisci la gravità”.

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