yara gambirasio

Negli ultimi anni dopo la scomparsa della figlia Yara, Fulvio e maura Gambirasio hanno preso le distanze dalla dimensione processuale e di cronaca.

La loro missione, da anni, è lo sviluppo di attività che nascono dall’associazione che la famiglia ha fondato in nome della figlia uccisa, e che si prefigge lo scopo di aiutare giovani ragazzi di talento ad avere successo in campo sportivo, artistico o culturale.

A distanza di 10 anni dalla morte della giovane i suoi genitori si trovano dunque a parlare di lei non per ricordarla in quanto vittima di un omicidio efferato, bensì in quanto motore di un’iniziativa positiva e che guarda ai giovani appassionati e determinati.

Maura Gambirasio: “Yara è qua, è presente”

Si chiama La Passione di Sara l’associazione fondata dalla famiglia Gambirasio in nome della 13enne. Oggi, dopo anni di grandissimo dolore, pian piano la coppia di genitori sta cercando di rinascere: “Siamo persone normalissime” dice Maura Gambirasio in occasione dell’inaugurazione de La Casa dello Sport a Brembate, come riportato da Il Giorno– Non ci sembra di avere fatto niente di strano, di miracoloso, di grande.

L’unica cosa: avevamo Yara. È vero. Yara è qua. È presente. Molto spesso mi capita di vedere, quando si guardano le fotografie, negli spazi vuoti c’è lei. C’è uno spazio vuoto? No, c’è lei. C’è la sua forza. C’è il suo sorriso”.

Yara avrebbe voluto diventare una grande ginnasta, e la madre lo ricorda bene: “Ci sono i suoi occhi. Un frase che amava dire Yara prima di entrare in pedana. Mi diceva: ‘Mamma, io spacco il mondo. Entro e spacco il mondo’. Anche voi spaccate il mondo.

Fate in modo che i ragazzi e le ragazze continuino, vadano avanti con la loro passione”.

L’associazione La Passione di Yara

L’idea de La Passione di Yara nacque a Suor Carla Lavelli, preside della scuola di Yara, e ad alcuni genitori. I Gambirasio trovarono immediatamente l’idea molto valida e si misero a lavorare: dal 2016 l’associazione è una Onlus ed ha aiutato già 86 ragazzi.

Anche per Fulvio Gambirasio l’associazione è la possibilità di riavere qualcosa di bello legato alla figlia, come spiega a L’Eco di Bergamo: “La nostra famiglia sarà felice quando, digitando il nome di Yara in Google, non compariranno articoli di cronaca nera, ma i progetti della nostra associazione (…) Nel sorriso dei ragazzi che aiutiamo, io e Maura riscopriamo ogni volta tanta fiducia verso il futuro.

Li guardo e, nel loro modo di porsi, c’ è sempre qualcosa che mi ricorda mia figlia Yara”.

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